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D’Oria si diverte e vince in mountain bike

Francesca Lenzi
D’Oria si diverte e vince in mountain bike

Il rosignanese trionfa agli Italiani Marathon: «Contento, ma niente a che vedere con la felicità di una pedalata all’aperto

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Francesca Lenzi

rosignano. Nell’anno benedetto della ripartenza, il 2021, Andrea D’Oria vince di slancio il campionato italiano Marathon in Brianza, il Mondiale al Ciocco e, come degno prologo, sale sul terzo gradino del podio agli Europei in Svizzera.

Per lui, la mountain bike – bicicletta con le ruote spesse, costruita apposta per attraversare i boschi e scalare le montagne – non è un mezzo con cui spostarsi, ma una compagna d’avventura.

35 anni, rosignanese, ha dominato la categoria Master 2, centrando risultati prestigiosi tra la primavera e l’estate e onorando la casacca della Cicli Taddei di Santa Croce sull’Arno, società per la quale è tesserato.

Inutile raccontare la soddisfazione provata al momento in cui ha tagliato il traguardo lasciandosi alle spalle gregari e avversari. «Corro da quando ero G-5 e avevo dieci anni – dice – Prima su strada e poi in mezzo alla natura. A spingermi è stata la passione e la possibilità di uscire dal traffico delle strade asfaltate, misurandomi con la bellezza del paesaggio».

Già: mica tutte le corse ciclistiche sono uguali. Il punto di partenza è sempre lo stesso: in sella per divertimento, sfida personale e voglia di competere. Poi, ci sono le specializzazioni: chi sogna il record dell’ora e chi scopre il fascino dei luoghi. L’asfalto invita alla progressione e allo sprint in omaggio all’epica del ciclismo. Pedalare nel bosco è un’altra storia: dal modo in cui si affrontano gli imprevisti – come le forature e i guasti meccanici – alla capacità di destreggiarsi su sentieri mai lineari, sassi e spesso fango.

Quest’anno, le corse disputate sono già 25. Nel 2020, anno in cui il mondo ha conosciuto il coronavirus, poco più di cinque, perché i tre mesi di forzato confinamento, da marzo a maggio compreso, hanno azzerato gli appuntamenti e costretto non soltanto i tesserati a rimanere in casa. Poi, complici le riaperture, l’attività è ripartita.

Andrea, tecnico degli elettrodomestici, ha ricominciato a pedalare, ritrovando il ritmo e la condizione in vista delle competizioni. «Per me e i miei compagni – prosegue – è stata una benedizione. Ho ripreso così la mia tabella di marcia: sei giorni su sette in sella, totale circa 300 chilometri alla settimana, divisi tra le salite delle verdi colline livornesi e i giri sulla costa».

La bici è spensieratezza e libertà, sottolinea D’Oria. È vero: non esiste ragazzino che non ricordi il lieve rumore delle ruote e il piacere dell’accelerazione mentre il vento accarezza il viso. L’agonismo arriva dopo. «Dei risultati ottenuti – afferma – sono soddisfatto, poiché mi ripagano dell’impegno e delle ore passate in palestra per completare la preparazione. Niente a che vedere, però, con la felicità di una pedalata all’aperto. Insomma, il successo mi ha gratificato, consegnandomi premi individuali prestigiosi nella categoria M-2, cioè tra i 35 e i 39 anni. A breve, con la società, decideremo su quali corse puntare nel 2022: forse saranno le stesse».

Siccome Andrea è conosciuto, il presidente dell’Avis Ciclismo Rosignano, Massimo Iacoponi, gli ha organizzato una festa a sorpresa d’accordo con altri sodalizi della zona. Nelle sale luminose del bar Arca, appassionati e amici hanno brindato ai suoi successi, chiedendogli senza scherzi di ripetersi. «Esce sempre con qualcuno di noi – ha scritto nella lettera ufficiale Iacoponi – ed è per questo che ci sembrava doveroso tributargli il nostro riconoscimento». Missione compiuta e appuntamento all’anno prossimo.

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