Il Tirreno

Economia e territorio 

Aziende agricole e idee innovative Ecco i contributi a fondo perduto

Sabrina Chiellini

Il distretto rurale della Valdicecina parte dalla ricognizione dei bisogni per poi presentare un progetto su tutta l’area 

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Sabrina Chiellini

Cecina. Il primo passo è la ricognizione dei bisogni, per poi realizzare un progetto e chiedere finanziamenti a fondo perduto al 40% destinati alle aziende agricole. Dal piano nazionale di ripresa e resilienza, nei prossimi mesi, potrebbero arrivare a Cecina e in Valdicecina risorse per investimenti di almeno quattro milioni di euro. È questa la cifra minima prevista per i contratti di distretto o di filiera che verranno ammessi ai finanziamenti. Per non perdere questa opportunità il distretto rurale della Valdicecina intende aderire al nuovo bando per i contratti di filiera e di distretto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che sarà cofinanziato dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Per prima cosa, dunque, il distretto rurale ha pubblicato un avviso per capire i bisogni del territorio. E raccogliere le manifestazioni d’interesse da parte delle imprese. Le aziende hanno tempo fino al 20 novembre non solo per chiedere informazioni sul bando ma anche per inviare le proprie adesioni. «È un’opportunità di estremo interesse per il sistema delle imprese agricole, della trasformazione e della distribuzione che sono sul territorio della Valdicecina», afferma il presidente del distretto, Stefano Berti.

«Le aziende potranno beneficiare di contributi a fondo perduto al 40% per sostenere investimenti in beni materiali (per esempio per costruire una bottega piuttosto che un mulino) ma anche per la ricerca, penso al polo tecnologico della Magona, o per la comunicazione».

Saranno infatti finanziati investimenti «in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria (per la costruzione e miglioramento fabbricati, investimenti in impianti, attrezzature, macchinari, software) », si legge nell’avviso pubblico. Ma i richiedenti potranno proporre anche progetti sulla trasformazione di prodotti agricoli e la loro commercializzazione. Possono essere finanziati anche investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli. Le agevolazioni concedibili sono articolate nella forma di contributo in conto capitale e di finanziamento agevolato, subordinate alla concessione di un finanziamento bancario. I beneficiari finali sono le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (agroalimentari, ittici, forestali e florovivaistici) e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. «Le filiere prioritarie su cui il Distretto intende costruire la candidatura per un contratto di distretto – spiega ancora il presidente Berti – sono cerealicoltura biologica e zootecnia biologica, che sono le due attività più diffuse sul territorio del distretto e dove sono stati raggiunti risultati di eccellenza».

Tutte le imprese interessate (agricole, zootecniche e della trasformazione agroalimentare) sono invitate ad inviare la propria manifestazione d’interesse, che al momento non comporta alcun impegno vincolante.

«Nei prossimi giorni faremo incontri sul territorio per fare conoscere questa proposta, a livello nazionale quello che sappiamo le risorse messe a disposizione per i contratti di filiera e di distretto in questo bando saranno di un miliardo e duecento milioni di euro» conclude Berti. Per il distretto è importante ora capire i bisogni, chi intende fare nuovi investimenti per migliorare le proprie aziende.

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