Sicurezza
San Bartolo, lavori a rilento si tratta sull’acqua agricola
L’amministrazione comunale apre il confronto con Asa e Consorzio da bonifica L’occasione: le difficoltà di approvvigionamento di ferro da carpenteria
Manolo Morandini
san vincenzo. Materie prime alle stelle, rincaro dei trasporti e ritardi nelle consegne. È l’ombra sulla ripresa post Covid che da mesi la pandemia continua a gettare. Un’ombra che sembra giocare a favore dei piccoli e medi utilizzatori di acqua agricola che si attestano sulla strada di San Bartolo. La messa in sicurezza degli argini della strada e i lavori di posa delle tubazioni del metano e dell’acquedotto uniti alle difficoltà a reperire alcuni materiali offrono l’occasione alla nuova amministrazione sanvincenzina per rivedere l’intervento.
L’apertura dei lavori nel tratto di strada tra il civico 56 e il civico 76 è stata concordata per il 2 novembre. Le ditte che effettueranno gli interventi hanno rispettivamente 60 giorni di tempo per il ripristino dei fossi e 150 giorni per la posa tubature di metano e acqua potabile. Si tratta di opere che procederanno in parallelo. «Stiamo provando – spiegano dal Palazzo comunale – a inserire una tubazione per uso acqua agricola, che deve essere chiaramente separata dalla risorsa idrica a uso umano».
A causa del lavoro sugli argini, da martedì 2 novembre a venerdì 24 dicembre, dal lunedì a venerdì nella fascia oraria dalle 14 alle 17, e comunque fino al termine dei lavori, si marcerà a senso unico alternato sulla strada di San Bartolo nel tratto interessato dai lavori. «La buona notizia è che stiamo lavorando di concerto con Asa e Consorzio di bonifica per ottenere l’acqua per uso agricolo fino a via delle Fontacce, a San Carlo. Nella precedente relazione tecnica non era prevista la stesura di questa tubazione, e i ritardi dovuti all’approvvigionamento di materiale, nello specifico ferro da carpenteria, ci potranno favorire per mettere in atto una ulteriore miglioria a favore di piccoli e medi utilizzatori di acqua agricola. Chiediamo alla cittadinanza – concludono – di avere pazienza per i disagi che caratterizzeranno la zona, ma si tratta di opere necessarie al miglioramento dei servizi».
La sistemazione degli argini, in particolare, interessa i tratti in cui è presente una scarpata in terra, liberi da tombature e attraversamenti. La strada sconta i limiti della sua storia. Nata come viabilità secondaria a via del Castelluccio ha una larghezza della carreggiata contenuta, che solo in alcuni tratti raggiunge i 5,50 metri. Ma da tempo la via ha assunto una connotazione completamente diversa, con il traffico che si fa più intenso in primavera ed estate. È il risultato dell’urbanizzazione, che ha portato alla costruzione di numerosi fabbricati residenziali e strutture turistico-ricettive. Da qui anche la necessità di potenziare l’acquedotto e portare il metano.
La larghezza molto limitata della strada in alcuni punti rende lo scambio degli autoveicoli nelle due corsie di marcia difficoltoso, tanto che è necessario percorrere parte delle banchine stradali. E quest’ultime in alcuni tratti presentano cedimenti dovuti al forte scorrimento delle acque piovane lungo le fossette laterali. Risultato: la strada è particolarmente pericolosa. È necessario ricreare le condizioni per il rispetto dei parametri di sicurezza di percorribilità e stabilità degli argini.
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