Il Tirreno

L’ordinanza 

Stop ai fuochi e ai petardi Si rischia fino a 500 euro Ecco dove è vietato

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Cecina. Dalle 13 di oggi fino alla mezzanotte di mercoledì su parte del Comune è vietato accendere fuochi d’artificio e petardi. A sancirlo un’ordinanza firmata ieri dal primo cittadino Samuele Lippi, per il periodo di Halloween. «Un’ordinanza – si legge nel testo – allo scopo di limitare il più possibile i rumori molesti, è stato inoltre stabilito il divieto di accensione e lancio di articoli pirotecnici con effetto di scoppio, a miccia o sfregamento, come fuochi d'artificio e petardi, razzi e mortaretti». «L’ordinanza fa riferimento alle aree e alle vie pubbliche del territorio comunale maggiormente deputate all’incontro delle persone dove, per tradizioni storiche e sociali, sono più diffuse le manifestazioni culturali, economiche, religiose, gli eventi pubblici anche a carattere spettacolare e quelle comunque soggette a frequentazione da parte di un consistente numero di cittadini per svago, interessi diversi e personali», proseguono sempre dal Municipio. D’altronde, si spiega, i motivi del divieto sono molteplici: petardi e fuochi d’artificio sono, secondo palazzo civico, «un oggettivo pericolo essendo spesso dotati di un potenziale rischio», «possono determinare effetti negativi per la quiete pubblica, la sicurezza e l’incolumità delle persone e degli animali», ma espongono inoltre «a medesimi rischi anche l’ambiente urbano». Per questo il divieto interesserà le seguenti strade: viale della Vittoria, l’area della terrazza dei Tirreni, viale Galliano (e la pineta), piazza della Chiesa a Marina, largo Cairoli, piazza Carducci, piazza Guerrazzi, piazza del Duomo, piazza della Libertà, piazza Gramsci, piazza della stazione, piazza Iori, piazza Barontini e la zona del palazzo Galleria, la ztl in corso Matteotti, viale Marconi (da via Verdi a corso Matteotti), via Diaz, via Cavour e via Da Vinci; con particolare riferimento, si precisa, a zone dove si trovano bambini, come i parchi, e lunedì nei pressi dei cimiteri vista l’affluenza. Si rischia una sanzione da 25 euro (che diventano 75 euro nelle aree particolarmente attenzionate) fino a 500 euro, fatto salvo, chiosano, «qualora il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all’autorità giudiziaria».

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