Gioco
Cinquanta studenti al primo incontro voluto dalla polizia sul tema legalità
Il questore: «Non consentite a nessuno di scegliere per voi» Il film sulla strage di Capaci ha dato il via alla discussione
Michele Falorni
rosignano. «Parliamo di legalità e non di lotta alla mafia», ha detto ieri mattina il questore di Livorno, Roberto Massucci, agli studenti riuniti nella sala conferenze di piazza del Mercato a Rosignano.
I circa 50 ragazzi, una rappresentanza delle cinque classi terze delle medie Giovanni Fattori, hanno partecipato – con domande e osservazioni – al primo incontro di #Sceglilastradagiusta# progetto voluto dalla polizia di Stato e dalla questura per spiegare a tutte le medie della provincia, nel corso dell’anno scolastico, qual è la rotta da seguire per crescere con punti di riferimento certi e compiere in futuro scelte che orienteranno la crescita del Paese.
Il film breve sulla strage di Capaci del 1992, dove morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, ha permesso agli alunni di aprire il confronto.
Insieme a Massucci, erano presenti l’assessore comunale Ilaria Ribechini, il commissario Michele Manzi, il vice questore Marco Falzarano e la comandante dei vigili urbani Dalida Cosimi.
Ad accompagnare gli studenti, i professori Emanuele Simoncini, Simona Rotesi, Andrea Trafficante e la dirigente Valentina Barsacchi.
Prima che i ragazzi sedessero nella sala conferenze, gli agenti Filippo e Federica hanno spiegato loro come si muove una volante, a partire dall’equipaggiamento in dotazione per arrivare all’accensione della sirena.
Poi, Falzarano ha ricordato che durante gli incontri, la cui giornata conclusiva è prevista a Livorno nella primavera dell’anno prossimo, le scuole incontreranno altri rappresentanti delle forze dell’ordine, magistrati e sportivi e approfondiranno i temi della disabilità, della sicurezza informatica e della salute.
Massucci, presa la parola, è subito entrato in argomento, sottolineando che il cammino sulla strada giusta passa per valori fondanti quali la famiglia, i professori, gli amici e la giustizia, «perché – ha affermato – tocca a noi creare le condizioni e le opportunità affinché voi, un giorno, realizziate la crescita del Paese. La vita pone spesso delle difficoltà, che però possiamo superare consigliandosi con gente fidata. Per questo chiedo che poniate attenzione a chi vi sta vicino, sostenendo gli altri e dimostrandovi persone migliori».
Il film è la sintesi di tutto questo: magistrati e poliziotti che hanno trasformato la propria normale esistenza in straordinaria quotidianità, divenendo vittime della mafia ed eroi.
La forza delle immagini televisive per chi ha vissuto quel giorno tremendo, il 23 maggio 1992, e – nel caso dei ragazzi – i racconti e la lettura di alcuni testi sono un capitolo ancora aperto che la memoria collettiva custodisce e restituisce.
«Il tema – ha proseguito il questore – non è la mafia, ma la legalità. Non consentite a nessuno di scegliere per voi».
Concetti sostenuti da rinascita, determinazione e soprattutto coraggio, parole scelte dai rappresentanti di terza media per inquadrare i fatti.
Massucci ha infine spiegato la storia dell’inno italiano partendo dalla poesia scritta da Goffredo Mameli e lo ha cantato insieme ai ragazzi.
Il saluto dell’assessore e della dirigente ha concluso l’appuntamento.
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