Il Tirreno

La protesta del Nursind 

Da eroi nell’emergenza Covid a dipendenti “dimenticati”

Da eroi nell’emergenza Covid a dipendenti “dimenticati”

Da mesi nelle strutture dell’ex Asl 6 della provincia di Livorno non vengono pagati gli straordinari e i servizi aggiuntivi richiesti durante la pandemia

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Cecina. Straordinari non pagati, insieme alle attività aggiuntive richieste per vaccini e tamponi, quelle nei reparti Covid e alle prestazioni aggiuntive sulle ambulanze del 118. Da eroi a dipendenti dimenticati, a volte il passo è breve. Il sindacato degli infermieri Nursind torna a chiedere il rispetto del contratto di lavoro per gli infermieri e il personale dell’ex Asl 6, della provincia di Livorno. «Blocco delle assunzioni e tagli: sarebbe il de profundis per la sanità toscana». La situazione di gravità legata carenza infermieristica, nella Regione Toscana, rappresenta ormai una piaga giunta al limite massimo di tollerabilità, come fa notare Roberta Sassu del sindacato degli infermieri Nursind. «La carenza di personale, la stanchezza degli infermieri che lavorano con turni massacranti e non retribuiti il giusto ha pesanti ripercussioni sui pazienti. È dall’inizio della pandemia, che gli infermieri hanno intrapreso un vero e proprio viaggio senza fine, hanno dimostrato una versatilità e abilità, che non ha eguali nel delineare nuovi modelli operativi e comportamentali all’interno dei reparti, dove tutto è cambiato rapidamente. Troppi i colleghi sacrificati e tanti, purtroppo, vivono le manifestazioni della sindrome da stress post-traumatico. E il personale rimasto è costretto a sobbarcarsi doppi turni per garantire un dignitoso servizio ai cittadini». Chi si aspettava una riorganizzazione appena era passato il picco della pandemia è rimasto deluso. «La logica farebbe pensare che le attività svolte e le ore lavorate in attività contingenti siano pagate». Ad oggi, fa notare il Nursind, l’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest è in grosso ritardo con i pagamenti, e «per grosso ritardo si intende che in alcuni casi deve ancora pagare le attività svolte nei reparti e strutture Covid del 2020. Questo non è più tollerabile, gli angeli, gli eroi, hanno famiglia e bollette da pagare come tutti gli altri e non è più accettabile che nella stessa azienda ci siano tutte queste discriminazioni. Perché in altre parti dell’azienda sono stati pagate correttamente tutte le attività svolte e a Livorno e in provincia questo non succede? Dobbiamo pensare che c è una voglia di discriminare gli infermieri livornesi». Non è la prima volta che c’è una differenza di trattamento tra le strutture della provincia di Livorno e quelle di altre province. In questo modo, fa notare Sassu, l’Azienda viene meno alle basi del contratto di lavoro. «Come Nursind intraprenderemo le azioni legali perché l’atteggiamento che punta a fare differenze da un posto all’altro è oltraggioso e si ripete ormai tutti i mesi con cadenza regolare all’ospedale di Livorno». C’è anche chi pensa di interrompere i servizi.

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