Il Tirreno

quintavalle, la campionessa 

Giulia raddoppia e apre una scuola di judo per bimbi anche a Rosignano

Francesca Lenzi
Giulia raddoppia e apre una scuola di judo per bimbi anche a Rosignano

La nuova avventura va di pari passo al Kodokan di Cecina Lezioni per piccoli atleti dai quattro ai dodici anni

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Francesca Lenzi

rosignano. Alzi la mano chi, l’11 agosto del 2008, urlò di gioia su quell’11-1, messo a segno da Giulia Quintavalle contro l’olandese Gravenstijn, nella finale di judo (categoria -57kg) che valse all’Italia un oro storico alle olimpiadi Pechino.

Otto anni più tardi ha detto basta al tatami, ma non al judo, continuando a vivere lo sport da allenatrice.

E adesso Giulia raddoppia, affiancando al lavoro da istruttrice al Kodokan di Cecina, una nuova avventura. Stavolta a Rosignano, dov’è nata nel 1983 e cresciuta, in un territorio al quale resta legata. Lei che, timida e riservata, si lasciò scappare dopo subito dopo l’oro di Pechino «Ora potete chiamarmi Primavalle».

Dopo aver lasciato l’agonismo, perciò, Giulia Quintavalle allena con uno staff ampio e collaudato formato dal marito Orazio D’Allura (anche lui ex judoka di alto livello delle Fiamme Gialle) e il fratello Manuel, Andrea Falso, Mara Laici, «e il mio primo maestro, Renato Cantini che, arrivato a 80 anni, giustamente si dedica più alla famiglia», dice Giulia che, appunto, ha deciso di raddoppiare aprendo i corsi anche a Rosignano. Esattamente a Marittimo, nella palestra delle elementari di piazza Carducci.

«Abbiamo aperto i primi del mese per bambini dai quattro ai 12 anni – spiega la campionessa, oggi istruttrice e rappresentante dei tecnici nel consiglio nazionale del Coni (dopo l’esperienza da atleta) – La nostra sede resta la Kodokan in via Togliatti a Cecina, dove insegniamo tre volte a settimana, dove a suo tempo crebbi io come atleta, e dove è partito tutto. Cecina e Rosignano sono lontane solo pochi chilometri, ma avevo voglia di fare qualcosa anche nel mio paese. Non solo, ho due bimbi piccoli e ho visto che c’era tanta richiesta. E allora eccomi, con questo passo, a educare anche gli amichetti dei miei figli. Era importante per me essere pure a Rosignano. Ci tenevo e ne avevo parlato anche con il sindaco Daniele Donati e con l’assessore Beniamino Franceschini. Per di più siamo in un momento nel quale non ci sono grandissime possibilità per i ragazzi, e mi piace dare il mio contributo mettendo al servizio del territorio la mia esperienza e la mia professionalità».

«Se mi mancano le gare? – va avanti Giulia – No. Quando ho deciso di smettere ero molto contenta e appagata dai risultati ottenuti. Quindi le gare non mi mancano, anche perché faccio quello che mi piacere e trascorro le giornate in palestra. Riempio la vita con gli allenamenti, con i bambini, con l’insegnamento. Meglio fare l’atleta o l’istruttrice? Non c’è un meglio e un peggio. È solo diverso, e comunque bello. L’insegnamento arricchisce tanto. S’impara a conoscere i bimbi, come si comportano, le loro reazioni, i progressi, il cambiamento che hanno nella crescita. Insomma, è molto formativo. E parlo soprattutto per noi adulti. Le lezioni a Rosignano stanno andando molto bene. I bimbi ci sono, fanno le prove, tornano e imparano a conoscere uno sport bello, multidisciplinare. A noi istruttori il compito di educarli al mondo sportivo e a una disciplina che ha una propria filosofia, che dà le regole, il rispetto, l’autostima, la sicurezza e il controllo del proprio corpo».

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