Il Tirreno

La mozione 

Tutto il consiglio comunale di Cecina chiede di riaprire il presidio Polfer

Tutto il consiglio comunale di Cecina chiede di riaprire il presidio Polfer

La stazione presenta situazioni a rischio, mentre cresce la sua importanza strategica dal punto di vista turistico e commerciale

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Cecina. Qualcuno non si ricorda neppure a quando risale la chiusura del presidio della polizia ferroviaria alla stazione di Cecina. Un destino che peraltro ha condiviso con le stazioni di tante città di provincia costrette a fare i conti con i tagli al personale che non hanno risparmiato le forze di polizia. Ora però il Comune torna a chiedere la riapertura del presidio Polfer. E lo fa con una mozione che è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta. La richiesta era stata presentata dall’opposizione, dai gruppi consiliari Cecina Insieme e Lega, firmata dunque dai consiglieri comunali Lorenzo Gasperini, Andrea Quiriconi e Chiara Franchi della Lega e Federico Pazzaglia di Cecina Insieme. Si impegna il Comune a farsi portavoce della richiesta con il questore e il prefetto di Livorno, con il compartimento Polfer di Livorno affinché si adoperino con i ministeri competenti per riattivare il presidio di sicurezza, importante per cittadini e viaggiatori. Cecina storicamente rappresenta un nodo ferroviario di riferimento per tutta la bassa Valdicecina e di collegamento con Volterra e i paesi vicini. La stazione è frequentata ogni giorno da studenti, lavoratori pendolari, turisti e commercianti che lavorano nella zona. In questo contesto la presenza di agenti della Polfer, si fa notare nella mozione, aumenterebbe la sicurezza e consentirebbe un più assiduo «monitoraggio anche delle stesse strutture ferroviarie – prosegue il documento – che subiscono spesso danneggiamenti». Il consiglio comunale ha impegnato l’amministrazione comunale a impegnarsi anche con Rfi perché possa trovare i locali da destinare a questo importante servizio. Ferrovie ormai da molti anni ha chiuso o utilizzato in maniera diversa gli spazi che un tempo erano stati assegnati alla polizia di Stato. Inoltre nella mozione si fa riferimento al ruolo strategico di Cecina e della sua stazione nell’ambito del progetto sul turismo legato alle escursioni chiamato “Cammino dalla via Francigena alla Costa degli Etruschi” a cui Cecina insieme ad altri dieci Comuni ha dato la sua adesione.

La richiesta prende atto, anche se non lo dice apertamente, del fatto che a Cecina è diminuito anche il numero dei treni che si fermano alla stazione. Meno traffico, meno persone espongono le stazioni ad altri rischi legati alla sicurezza.

Tant’è che dalla primavera del 2019 la stazione chiude al pubblico dalle 23, 45 fino alle 4. In questa fascia oraria non sono programmati treni in arrivo o in partenza. Il provvedimento, a suo tempo, è stato adottato, in collaborazione con la polizia Ferroviaria, per contrastare i fenomeni di occupazione non autorizzata e il conseguente degrado di spazi aperti al pubblico, come avviene in numerose stazioni della Toscana.

L’obiettivo è sempre lo stesso, quello di mantenere il decoro della stazione per poter offrire ai viaggiatori del mattino aree pulite e ordinate. Chiusura e riapertura sono state affidate a una ditta esterna. Un operatore verifica se ci sono persone all’interno delle aree interdette e avvisa le forze dell’ordine in caso di necessità.

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