Il Tirreno

san vincenzo: prima seduta consiliare 

«Basta con favori e ricatti sì all’interesse generale»

Manolo Morandini
«Basta con favori e ricatti sì all’interesse generale»

Il sindaco Riccucci nel discorso d’insediamento marca le differenze col passato Dai banchi delle opposizioni la richiesta di chiarire il programma di governo

3 MINUTI DI LETTURA





Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Il programma di mandato? L’invito del neo sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci è a rileggersi quello della maggioranza che lo sostiene: «Siamo convinti che sia la chiave per ricucire la comunità». Nella seduta d’insediamento sceglie la cifra della conciliazione il primo cittadino. Non mancano le stoccate dai banchi delle opposizioni. Ma la sua replica suona come un monito ai consiglieri di Officina e gli assessori della sua giunta: «Invito ad apprezzare le opposizioni perché sono la ricchezza del consiglio comunale. Le ringrazio per le critiche che muoveranno. Se nelle precedenti consiliature l’allora sindaco Bandini avesse prestato loro un po’ più di ascolto oggi probabilmente si sarebbe scritta una storia diversa». Il richiamo, che spegne sul nascere qualche scintilla buttate ad arte per innescare il dibattito, arriva dopo quasi due ore dall’inizio della seduta. Prima ci sono il giuramento e il discorso di illustrazione delle sue linee di governo.

Chiede di conoscere «tempi e risorse» il capogruppo di San Vincenzo Sì Guido Cruschelli. «Mi attendevo il passaggio da un programma elettorale a uno di governo e invece siamo ancora fermi al primo». Punta il dito su alcuni temi concreti. C’è l’urbanistica, ma c’è anche il Palio della Costa etrusca: «Che fine farà?». Tra i passaggi di Luca Cosimi, capogruppo di Svoltiamo San Vincenzo, l’invito «a dare certezze a cittadini e imprese perché sono indispensabili per ricostruire una comunità». Ma anche l’auspicio a «non svilire il ruolo delle commissioni consiliari».

A mettere un po’ di benzina nel dibattito è il capogruppo di Con San Vincenzo Davide Lera. Etichetta l’assessore esterno all’Urbanistica Nicola Bertini come il «sindaco ombra» e tira le orecchie al sindaco Riccucci: «L’opposizione pretendeva che ci fosse da discutere sugli atti di indirizzo e non sugli auspici». Parla inoltre di «vecchia politica» perché «avete messo le mani avanti dicendo che avete trovato una situazione peggiore di quella che vi aspettavate». La capogruppo di Per San Vincenzo Elisa Cecchini ricorda «l’onere imprescindibile di tenere conto di amministrare sapendo di essere una minoranza: il 17 per cento degli aventi diritto», sottolinea. E ancora: «Non basta la novità, servono coscienza e conoscenza della cosa pubblica e condivisione con la comunità». Tra l’altro auspica che «cambiare significhi costruire e non demolire». Nel mezzo anche il recupero di alcune posizioni tenute da Bertini quando nei primi anni duemila vestiva i panni del consigliere d’opposizione. Cecchini ricorda i suoi no alle modifiche dello Statuto comunale per prevedere la figura del presidente del consiglio e la possibilità di nominare assessore esterni. Due passaggi che lo pongono in contraddizione con i l suo passato.

Si punta il dito sull’urbanistica e sul piano spiaggia. Tanto per citare due nodi che hanno marcato le differenze nella campagna elettorale lampo, giusto un mese prima del voto del 3 e 4 ottobre, nonostante il commissariamento del Comune dal 2 aprile a seguito delle dimissioni dell’allora sindaco Bandini. «Una campagna elettorale anomala – sostiene il sindaco Riccucci –. Le cinque liste hanno fotografato bene il clima che da anni si respirava a San Vincenzo e non solo dal 9 marzo». Ovvero, la data simbolo della maxi inchiesta della Procura di Livorno, che vede tra gli indagati l’ex sindaco Bandini e tre dei quattro assessori della sua giunta e l’allora segretario generale. «Oggi abbiamo la grande opportunità di ricostruire, con principi e rapporti sani tra istituzioni e cittadini». Riccucci punta ad affermare «un metodo di amministrare nell’interesse pubblico, che troppo spesso è mancato. Sarà al centro della nostra proposta amministrativa. Sull’urbanistica servono occhi nuovi perché continuare a ragionare come negli anni Novanta è anacronistico, anche in chiave della proposta turistica». Invita a guardare avanti Riccucci, non prima di aver messo lì un pesante carico: «Troppe cose si muovevano intorno a meccanismi di favore e ricatto. Noi siamo qui ad amministrare per tutto il paese e non per chi ha votato Officina».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa