Il dolore
Code per fare i tamponi, il sindaco di Rosignano: «Qui nessun problema»
Daniele Donati parla di situazioni nella norma e di un territorio diffuso che evita affollamenti. E sull’obbligo vaccinale: «Meglio convincere che costringere»
Rosignano. Corsa al tampone, ma non dappertutto. Il 15 ottobre ha segnato l’entrata i vigore dell’obbligo di Green pass per i lavoratori. La vigilia è stata caldissima, nonostante le temperature quasi rigide degli ultimi giorni, per chi – non vaccinato – ha avuto bisogno di un tampone per ottenere la certificazione verde e poter così andare al lavoro.
Ecco spiegate le code lunghe e lunghissime che sono spuntate fuori giovedì. Anche in “notturna”, laddove si è offerto un servizio anche fuori dai soliti orari di apertura. È il caso della Salus con sedi anche a Cecina e Rosignano.
Se le code fotografate all’esterno del centro Salus cecinese hanno fatto arrabbiare il sindaco Samuele Lippi con tanto di lettera a Draghi e Giani e relativo invito a imporre la vaccinazione obbligatoria, a Rosignano il clima è decisamente più disteso: «Da noi non è stata registrata nessuna particolare situazione – afferma il primo cittadino, Daniele Donati – Ai centri per i tamponi, Salus compreso, non ci sono stati ingolfamenti di sorta e pure nessuna corsa né al tampone né al vaccino. Allo stesso modo, non si ravvisano insofferenze esagerate neanche sui posti di lavori. Lo dico dalle informazioni che ho. Direi che la campagna vaccinale, alla fine, sia stata recepita adeguatamente dalla maggior parte dei cittadini e in tanti si sono vaccinati. Quanto ai tamponi non ci sono state criticità né grossi assembramenti. Nell’area Salus, alle Morelline, ci sono spazi abbondanti e, comunque, ci sono anche le farmacie che garantiscono lo stesso servizio. Insomma, l’offerta è ben distribuita».
E su Lippi che scrive a Governo e Regione?
«Io non scrivo a nessuno – chiosa Donati – A meno che non ci sia un problema serio, e non mi pare questo il caso, almeno per noi. Personalmente sono d’accordo col Green pass che tutela le realtà sociali e produttive del territorio, ma rispetto anche chi ha perplessità sul vaccino. E, per quanto riguarda un ipotetico obbligo vaccinale, sono convinto sia meglio convincere le persone piuttosto che obbligarle. Ripeto, rispetto chi mostra perplessità. Tutti noi, magari, abbiamo avuto paura del vaccino, ma poi ci siamo convinti per senso di responsabilità e grazie alla fiducia nella scienza. A Cecina c’erano code? Noi, probabilmente, siamo più campagnoli e tranquilli. In verità, il nostro territorio è più diffuso e conta più frazioni, con una distribuzione territoriale che evita certe problematiche».
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