“Fermi” e “Galilei”, il progetto convince e apre le porte agli scambi europei
Ieri il convegno-evento sul programma di “Erasmus+” Le dirigenti: «Iniziative fondamentali dopo la pandemia»
Michele Falorni
CECINA. Le scuole cecinesi sono sempre più europee. Dagli “Erasmus Days”, i giorni dedicati agli scambi culturali in tutta Europa, che le medie del “Galileo Galilei” e il liceo “Enrico Fermi” hanno promosso con il convegno di ieri al teatro comunale, arrivano due notizie: il Patto educativo di comunità deliberato dalla giunta e l’accreditamento al settennato 2021-27 ottenuto dai due istituti con i loro progetti. Un obiettivo prestigioso, che permette alle dirigenti scolastiche, rispettivamente Tania Pascucci e Caterina Startari, di sviluppare nel tempo numerose iniziative legate al programma “Erasmus+” coinvolgendo professori e studenti con idee nuove e scambi di esperienze. Insomma, progetti che si concretizzeranno per studenti e docenti, in tutta Europa, con uno scambio facilitato.
A introdurre il pomeriggio, il concerto dei ragazzi delle medie davanti all’ingresso della sala dedicata a Eduardo De Filippo. Dopo i brani suonati dall’orchestra, il via agli interventi. «Mi fa piacere – ha dettol’assessore alla cultura Domenico Di Pietro – che il teatro si apra ancora una volta alle scuole, perché vogliamo costruire un percorso insieme che coinvolga anche la città spagnola di Sagunto, con la quale siamo gemellati. Ho incontrato una loro delegazione e insieme abbiamo discusso di prospettive e nuovi cittadini europei. Il Patto educativo di comunità già approvato coinvolge anche le associazioni e il terzo settore con il mondo del volontariato, affinché dalla collaborazione costante derivino valori aggiunti per le proposte educative». Alessio Pizzech, direttore artistico, ha poi ricordato che gli scambi con i paesi europei andrebbero raccontati nelle pagine di un diario di carta, da portare in scena nella primavera dell’anno prossimo quale testimonianza concreta di un interessante viaggio didattico e culturale. Pascucci e Startari hanno sottolineato che fare scuola oltre i confini nazionali significa riprendere un percorso interrotto a causa della pandemia, che ha costretto gli insegnanti alla faticosa didattica a distanza e i ragazzi alle lezioni davanti allo schermo del computer. «Abbiamo voglia di ricominciare – hanno detto le dirigenti ringraziando i loro collaboratori – e siamo contente di avere ricevuto l’accreditamento per il settennato, complice un progetto che ha preso un punteggio molto alto. Ora potremo programmare insieme la rinascita della scuola condividendo numerose iniziative e sviluppando idee». La giornata, un corso di formazione proseguito con interventi in video e laboratori a tema nei due istituti, è una delle tre organizzate in provincia e ha previsto all’inizio il saluto via internet di Sara Pagliai, coordinatrice dell’agenzia nazionale Indire, l’istituto nazionale per l’innovazione e la ricerca educativa. Che ha confermato le cifre: 26 miliardi di euro già disponibili per Erasmus+ in tutta l’Unione europea e in altre nazioni – circa il doppio del passato – per la mobilità e il settore digitale, divenuto strategico. L’Italia, ha concluso, ospiterà tanti appuntamenti, migliorando così la partecipazione alla vita democratica dei suoi cittadini.
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