Toscana
«Centrosinistra sconfitto per la linea di chiusura voluta dai vertici del Pd»
san vincenzo. «Dai nostri 500 elettori, che ringraziamo per la fiducia, ripartiremo, valorizzando chi si è impegnato in questa campagna elettorale, dando continuità all’impegno e alla nostra opposizione. Per contribuire alla vita democratica di San Vincenzo e unire su base nazionale l’area liberale, riformista e socialista a cui apparteniamo». È l’impegno del comitato elettorale che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Guido Cruschelli con la lista San Vincenzo Sì.
«La lista è stata composta principalmente da persone di estrazione civica e sostenuta dal Partito Socialista Italiano e da Italia Viva – prosegue –, a loro e al candidato Cruschelli va il ringraziamento per essersi messi a disposizione in questa difficile competizione. Come va il nostro augurio al sindaco Paolo Riccucci. La nostra lista è stata approntata negli ultimi giorni prima della scadenza dei termini e, nelle condizioni date, il 15 per cento dei consensi è un buon risultato, considerando il tempo esiguo per poter lavorare a un radicamento delle nostre proposte».
Il voto ha dato «una chiara indicazione di cambiamento che va letto senza reticenze, pur attestando la prima lista ben al di sotto del 30 per cento dei consensi – sottolinea il comitato –. Se questo cambiamento non creerà problemi alla crescita e allo sviluppo di San Vincenzo, ai giovani, agli investitori e agli operatori economici lo vedremo con i fatti, certamente su questi temi la nostra opposizione sarà nitida e propositiva. Abbiamo avuto poco tempo per organizzarci perché fino all’ultimo minuto abbiamo ricercato accordi con le forze a noi più vicine sia sul fronte moderato che su quello progressista. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza di portare un contributo a un progetto più ampio e inclusivo, sia per ridurre quella estrema frammentazione che poi si è concretizzata con ben cinque liste».
Di fronte alla scelta del centro destra di presentarsi con i simboli nazionali « del tutto legittima e comprensibile, ci siamo fermati perché non sosteniamo, né tanto meno possiamo accodarci, a un campo politico nazionale che così costituito non è e non sarà il nostro. Lo stesso è stato con Cosimi che poi ha imboccato una coraggiosa battaglia elettorale che lo ha confermato e consolidato. Maggiore affinità poteva esserci con il Pd – affermano –, del resto basta sommare i numeri della lista Cruschelli e della lista Cecchini e vediamo come sarebbe stato possibile vincere le elezioni. Ma il punto non è solo matematico: un centro sinistra largo e unito avrebbe potuto vincere e affrontare una nuova fase di governo comunale, anche innovando, anche ragionando su basi diverse, ma lo avrebbe fatto vincendo le elezioni e ridando slancio a una prospettiva per tutto il centro sinistra del territorio». E si chiede: «Come mai nessun dirigente politico del Pd fa questa banale considerazione? Semplice: sta emergendo quello che è realmente successo, noi abbiamo proposto più volte soluzioni su candidature nuove e unitarie, tirando via le nostre e aprendo alla possibilità di individuare personalità in grado di rappresentare al meglio tutti, ma il Pd non voleva questo accordo in nessuna maniera, eccezion fatta per il tentativo nobile e generoso del suo ex segretario Maurizio Scatena. Il centro sinistra poteva vincere ma si è scelta un’altra strada, quella della corsa solitaria con l’obiettivo di “fare pulizia” termine che qualifica degnamente chi lo ha pronunciato subito dopo il voto, anziché riprendere un faticoso ma necessario progetto unitario. Se questo è il profilo del Pd in Val di Cornia è inutile lamentarsi se alle sconfitte si aggiungeranno altre sconfitte senza, peraltro, uno straccio di analisi».
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