Il Tirreno

«Pronti a maggio il piano operativo e della spiaggia»

Manolo Morandini
«Pronti a maggio il piano operativo e della spiaggia»

Riccucci si prende il primo impegno pubblico da sindaco Nella squadra di giunta spazio anche ad assessori esterni

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Il primo giorno da sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci lo trovi al suo posto di lavoro, nel negozio di calzature nella zona pedonale di cui è titolare con il fratello Matteo. «Ho sempre vissuto l’impegno politico con spirito di servizio, anche se è una frase purtroppo abusata – dice –. Sono un commerciante, che vive il paese tutti i giorni, in tutte le sue sfumature più semplici. Dalla scuola, dove accompagno i figli, alla spiaggia libera che mi piace particolarmente, come il parco di Rimigliano, dove con la famiglia vado appena posso». Adesso si tratta di conciliare l’incarico amministrativo con l’attività commerciale. «Ci stiamo organizzando», afferma. Già il primo giorno c’è da salire in Comune per iniziare a prendere le misure e un primo faccia a faccia con il segretario comunale Lucio D’Agostino per organizzare la seduta d’insediamento del consiglio comunale.

Mette da parte la riservatezza il neo sindaco e concede qualche dettaglio privato. Figlio di genitori sanvincenzini, 39 anni, originario di Firenze, è il primo di dodici fratelli. Dal 2009 Riccucci vive e lavora in pianta stabile a San Vincenzo. Sposato, due figli, diploma di perito agrario e una passione per la fotografia che coltiva nei ritagli di tempo.

Nel bagaglio del nuovo sindaco c’è lo scoutismo. «Fiorentino e scout è un’accoppiata pericolosa, anche se a qualcuno piace». Il riferimento, con un sorriso, è a Matteo Renzi che non ha spesso rivendicato i suoi trascorsi. Chiuso quel capitolo, all’età di vent’anni, le esperienze in Africa. «Tra il 2000 e il 2006 sono stato per sette volte in Tanzania a prestare la mia opera in progetti umanitari con associazioni collegate ai frati Cappuccini – racconta –. Ricordo ancora i nomi di tanti bambini, a cui son rimasto legato. I progetti sono andati avanti e continuo a seguirli, contribuendo con altri a raccogliere i fondi necessari. Sono stati costruiti in centro per bambini moto lesi e uno per malati di Adis».

Tornando alla politica fissa qualche punto fermo Riccucci. «Siamo consapevoli che non rappresentiamo tutto il paese. La speranza è che si possa aprire una buona discussione con le opposizioni, anche se non sarà facile». E sottolinea: «Abbiamo corso per vincere. La frammentazione di liste ci dava serie possibilità di farcela. Anche l’affluenza al voto ci ha aiutato. L’esperienza di Officina ha iniziato a muovere i primi passi subito dopo i fatti del 9 marzo, il riferimento è all’inchiesta della Procura di Livorno, mettendo a sistema l’esperienza e l’eredità dell’opposizione che non si è mai fermata con assemblee online. Abbiamo fatto incontri con tutti i soggetti politici, tranne quelli che hanno causato il commissariamento». E poi? «Abbiamo scelto la strada più difficile per restare sui binari che abbiamo tracciato con il nostro programma».

A proposito del programma quello di Officina è di 44 pagine, quasi pari alla somma di quelli presentati dalle altre quattro liste. «Siamo consapevoli che è ampio, ma è anche ben definito e approfondito. Deve essere visto come una garanzia, quello che faremo è facilmente riscontrabile. Il mandato è di cinque anni, ma il progetto è di più ampio respiro. Lo lasceremo in eredità».

Il pomeriggio del 4 ottobre la prima assemblea di Officina per analizzare il dopo voto. «Nell’arco di un paio di giorni presenteremo la squadra di giunta, che sarà composta di assessori eletti e altri esterni».

Che cosa risponde allo scetticismo di chi pesa la vostra poca esperienza? «Capisco l’osservazione, ma con le differenze del caso anche la squadra con cui l’ex sindaco Bandini si è presentato nel 2014 non aveva particolari esperienze. Nei sette anni di opposizione la macchina amministrativa ho avuto modo di conoscerla. La volontà conta più dell’esperienza e ci sono i tecnici di cui avvalersi per i pareri». C’è un impegno che vi siete presi. «Ci piacerebbe spiegare al paese che cosa è successo il 9 marzo ma non con la cifra del giudizio, quello spetta ad altre sedi. Un’occasione per far comprendere i meccanismi di legalità e trasparenza coinvolgendo le associazioni che operano su questi temi per stimolare la partecipazione alla vita pubblica».

In attesa di conoscere l’insediamento del consiglio comunale saltiamo all’azione amministrativa. «Affronteremo velocemente il piano operativo e il piano spiaggia. Entro gennaio arriveremo all’adozione per approvarli entro maggio. Credo che sia un obiettivo fattibile. Verranno stralciate le previsioni su cui la Regione ha espresso pareri negativi ma questo non vuol dire che faremo tabula rasa. Sulle ex Fucini l’indirizzo è chiaro: non saranno demolite. Mancano spazi per le associazioni e lì è possibile prevederli. Elimineremo la previsione di un supermercato a nord del paese. Mentre la previsione di una residenza sanitaria assistita all’ex Conservificio è tra le cose che prenderemo in considerazione. Confermiamo la necessità di un parcheggio scambiatore e di un sottopasso per decongestionare la Conchiglia».

E sulla spiaggia? «Coinvolgeremo gli operatori per comprendere meglio i problemi e prima di fare le scelte faremo un confronto con la cittadinanza. Credo che sia un modo di procedere che aiuti a sbagliare di meno, ma non vuol essere certo una strada per scaricare la responsabilità di scelta che spetta all’amministrazione».

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