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«Clima non sereno» in otto si dimettono dalla commissione

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Rosignano. «Clima non sereno»: si dimettono in otto nella commissione pari opportunità. Una lunga lettera dove dettagliano cronistoria e motivi, quella firmata da Paola Baccellini, Fiorinda Cardia, Silvia Chiellini, Silvia Gesess, Michela Giannandrea, Deborah Maffei e Alessandra Martinello che hanno rassegnato le dimissioni dalla commissione pari opportunità del Comune. Dimissioni che avevano annunciato peraltro nei mesi passati e formalizzate nelle scorse ore. «Purtroppo, con il passare delle settimane e ognuna per proprio conto e con i propri tempi, abbiamo iniziato ad avvertire disagi per come venivano gestite alcune iniziative», aggiungono, tra cui «atteggiamenti poco improntati a spirito di collegialità della referente, tali per cui si sono verificati sempre più spesso scontri che hanno creato un clima non sereno in seno all’organismo partecipativo». E ancora: «Ciò che ha determinato la nostra forte contestazione è stata la raggiunta consapevolezza che le decisioni fino ad allora adottate dalla commissione pari opportunità potevano essere state determinate da spinte motivazionali che non collimavano con il mero desiderio partecipativo delle sue componenti, ma piuttosto con le direttive politiche del partito di maggioranza di Rosignano», sottolineano riferendosi, come abbiamo scritto, a uno scambio di messaggi che è stato al centro anche di un consiglio comunale di fine luglio, ricordiamo. «A questi avvenimenti è seguita una riunione con l’assessore (Beniamino Franceschini, ndr) e alcuni scritti, ma di fatto nessuna chiara spiegazione. Solo tentativi maldestri di giustificazione che non hanno portato ad alcuna risposta che potesse davvero rassicurarci sulla trasparenza delle posizioni e sulla certezza che le decisioni della Cpo fossero libere da qualsivoglia intromissione politica». «Per questo – chiosano – dopo mesi di richieste disattese, abbiamo deciso di rassegnare le nostre dimissioni, essendo caduto irrimediabilmente il rapporto fiduciario che deve sottintendere all’interno dell’organismo e che deve indiscutibilmente esistere tra i singoli membri e l’amministrazione comunale. Amministrazione che deve, doverosamente, assumere un ruolo di garante della libertà di espressione e delle idee delle commissarie e della laicità della commissione stessa. Con la decisione assunta vogliamo inviare alle istituzioni locali un segnale chiaro: siamo cittadine libere e come tali vogliamo agire nella società in cui viviamo, la democrazia a nostro avviso non si amministra tramite la strategia del controllo, ma con il più ampio ed onesto confronto possibile», chiudono la nota. E sul caso arriva la risposta dell’assessore Franceschini: «Sulla vicenda, specialmente su quel messaggio fuori contesto, ho già risposto in consiglio comunale, sulle dimissioni ne prendiamo atto, cercheremo di mettere a punto un bando per integrare il gruppo. Eravamo disposti a un colloquio per cercare una riconciliazione, ci dispiace e lo dico senza spirito polemico. Anche perché per il Comune la commissione riveste un ruolo importante», commenta.

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