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san vincenzo al voto 

Fotografa la scheda, denunciato un sessantenne

Manolo Morandini
Fotografa la scheda, denunciato un sessantenne

Affluenza ai seggi a rilento rispetto alla tornata amministrativa del 2019 la flessione supera il 21 per cento alle ore 19

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Denunciato un elettore di 60 anni, in stato di libertà, per violazione della legge sulla segretezza del voto, per aver scattato con il cellulare una foto alla scheda appena votata mentre si trovava all’interno della cabina elettorale. L’episodio è avvenuto nel seggio di San Carlo, dove sono in corso le operazioni di voto per eleggere il sindaco e il nuovo consiglio comunale di San Vincenzo. È l’unico acuto di una giornata in cui il numero degli elettori che si sono recati ai seggi è in netto calo rispetto alla tornata elettorale del 2019. Nel Comune si vota per l’elezione dell’amministrazione a seguito del commissariamento dell’ente scattato il 2 aprile, per le dimissioni del sindaco Bandini eletto a maggio 2019. La rilevazione dei votanti alle ore 19 si attesta al 39,52 per cento rispetto al dato di due anni fa del 61,13 per cento, ma si votava un solo giorno.

Tornando al caso di San Carlo, secondo quanto si è appreso, l’uomo è stato sorpreso nella cabina elettorale mentre scattava una foto alla scheda. A tradirlo è il clic, il tipico suono di uno scatto della macchina fotografica. Quando l’uomo si presenta al seggio della frazione collinare sono circa le 9,30. Le operazioni di voto procedono a rilento. All’interno della sala del consiglio di frazione dove è allestito il seggio è l’unico elettore. Insomma, regna il silenzio. Un silenzio rotto dal clic della foto proibita.

A scoprire la violazione è la presidente del seggio Irene Nassi, che udito il clic dello scatto ha chiesto spiegazioni e chiesto l’intervento dei carabinieri presenti nel seggio. Sul posto anche una pattuglia dell’Arma dalla stazione di San Vincenzo. L’uomo in un primo momento ha provato a negare l’accaduto, salvo dover ammettere di fronte all’evidenza dei fatti e cancellare tempestivamente la foto.

Il seggio è stato chiuso per una decina di minuti. Giusto il tempo per le verifiche e la messa a verbale della scheda annullata. A San Carlo sono saliti anche il segretario comunale Lucio D’Agostino e la dirigente Cristina Pollegione. Nel frattempo, i carabinieri hanno provveduto a prendere le generalità dell’uomo denunciandolo alla Procura di Livorno per violazione della legge sulla segretezza della espressione del voto. Commette un illecito chi introduce uno smartphone, o una macchina fotografica, nel seggio per fare uno scatto alla scheda, indipendentemente che venga o meno diffuso sui social o fatto circolare in altro modo. La pena prevede l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a mille euro.

A scanso di equivoci a ricostruire l’accaduto è anche il candidato a sindaco di Officina San Vincenzo Paolo Riccucci che parla di «un fatto increscioso». E aggiunge: «La nostra rappresentante di lista Cecilia Galligani ha richiesto che venisse annullato il voto e fossero allertate le forze dell’ordine per le dovute indagini. Il voto si è poi rivelato essere a favore di Officina che naturalmente è estranea all’accaduto come dimostra l’intervento della nostra rappresentante di lista». Del resto, al di là di qualche battuta, sono gli stessi rappresentanti delle altre liste in corsa a classificare l’episodio come un’alzata d’ingegno isolata escludendo il voto di scambio.

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