Il Tirreno

il confronto 

Oltre le differenze c’è una ricetta comune Il dopo voto nel segno della trasparenza

Manolo Morandini
Oltre le differenze c’è una ricetta comune Il dopo voto nel segno della trasparenza

3 MINUTI DI LETTURA





Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Un impegno mai visto. Cinque proposte politiche in campo. Un esercito di candidati: 65 tra chi corre da sindaco e chi per il consiglio comunale. Il voto amministrativo del 3 e 4 ottobre a San Vincenzo è anche questo. L’appuntamento con le urne è anticipato, a seguito delle dimissioni del sindaco Bandini, che hanno portato al commissariamento dell’ente dal 2 aprile. Un inedito nei 72 anni di storia amministrativa che ha prodotto attenzione e partecipazione che si sono misurate negli spazi del giardino della Torre il pomeriggio di sabato 25 settembre, nel confronto tra i candidati a sindaco organizzato dal Tirreno.

Resta sullo sfondo la maxi inchiesta giudiziaria della Procura di Livorno. Nel calendario amministrativo sanvincenzino però c’è una data che segna un prima e un dopo. È il 9 marzo. All’alba di quella mattina, dopo una lunga indagine sottotraccia, sono state eseguite 23 perquisizioni su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno. L’inchiesta Albatros coinvolge amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Diversificate le posizioni e le ipotesi dei reati contestati, dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta. Fino al profilo più grave: corruzione.

C’è un altro dato temporale a rendere inedita questa campagna elettorale. Si consuma in un mese. Di fatto, i volti dei candidati e i programmi sono venuti alla luce solo alla fine di agosto. Lasciando un margine stretto per essere portati a conoscenza degli elettori. Da qui l’importanza dei confronti pubblici per misurare chi è in corsa e confrontare la forza dei programmi elettorali, maturati dopo mesi di trattative sottotraccia, di avvicinamenti e strappi. Il tutto per cercare di comporre un quadro scompaginato dal commissariamento del 2 aprile, che ha trovato tutti impreparati. Risultato sono le candidature di Luca Cosimi per Svoltiamo, Paolo Riccucci con Officina, Elisa Cecchini con la lista Per San Vincenzo, Guido Cruschelli con San Vincenzo Sì e Davide Lera candidato di Con San Vincenzo. Tutti rivendicano il profilo civico.

Se le domande che hanno scandito il confronto tra i candidati a sindaco dovessero essere misurate con il metro di un compito d’italiano, rispolverando le reminiscenze scolastiche, un po’ tutti hanno ceduto alla tentazione di andare fuori tema. Ma è il risultato dell’urgenza di dire e sottolineare ciò che si ritiene qualificante della propria proposta e riuscirci nel tempo stretto di un paio di minuti. L’altra cifra è il rispetto. Nessun attacco personale. Toni misurati, anche quando si passa all’attacco marcando differenze e sottolineando le debolezze altrui. Non era scontato. Ed è un dato di cui fare tesoro in una piccola comunità di meno di 7mila anime, in cui si contano 5.570 persone che il 3 e 4 ottobre potranno esercitare il diritto di voto. Dal 5 ottobre chi amministrerà lo farà per un pugno di voti in più sugli altri. Sarà il riferimento di una comunità divisa, in parte stordita dagli eventi del 9 marzo. Un 9 marzo che è destinato a durare ben più di un giorno. Un condizionamento, al di là degli sviluppi e comunque la si pensi. La ricetta per governare, con ingredienti vari e in dosi variabili, per i cinque candidati è la trasparenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa