Gioco
San Vincenzo Sì, niente strappi «Guardiamo verso il futuro»
Presentati i dodici candidati che sostengono la corsa a sindaco di Guido Cruschelli Il capolista Bezzini: «Siamo in condizione di governare dal giorno dopo il voto»
Manolo Morandini
san Vincenzo. «La fine traumatica della precedente amministrazione ha destato sconcerto, ma non diamo giudizi definitivi. Se Bandini non si fosse celermente dimesso da sindaco non ci sarebbero le elezioni». È la premessa da cui parte Guido Cruschelli, candidato a sindaco di San Vincenzo Sì. Nella serata del 13 settembre nel giardino della Torre è la volta della presentazione dei candidati. «Siamo l’unica lista che ha parità di genere, sei donne e altrettanti uomini», sottolinea.
Prima di cedere la parola ai candidati al consiglio Cruschelli non manca di sottolineare alcuni punti del programma. Dall’impegno a «fare interventi per valorizzare opportunamente Rimigliano». All’obiettivo di declinare il turismo in maniera plurale per allungarne la stagionalità con eventi sportivi e culturali. «Sarà una materia di mia diretta competenza se verrò eletto – dice – e mi avvarrò di un esperto senza oneri per l’amministrazione». Sugli strumenti urbanistici rimasti incompiuti ritiene che non debbano essere «affossati per non bloccare lo sviluppo del paese per due o tre anni. Salveremo le parti che non sono state soggette a controlli e rilievi». Il tutto «in accordo con le categorie che operano per lo sviluppo economico del nostro comune».
Dall’impegno per far crescere la popolazione residente, con opportunità di lavoro e incentivi alle giovani coppie. Alle ex Fucini: «Verranno abbattute, ma non cederemo i volumi a privati che serviranno per realizzare opere di interesse pubblico». Anche sul Silos Solvay pensa a demolizioni delle parti che «non sono di interesse archeologico industriale, per migliorare l’accesso nord del paese». L’impegno a realizzare una residenza per anziani e a investire sul centro diurno. L’idea di una scuola di alta formazione turistica. La necessità di integrare San Carlo con il paese. Il recupero o miglioramento di impianti sportivi, tra cui il velodromo. Il rapporto con le associazioni e la necessità di migliorare la struttura organizzativa del comune, rafforzando polizia municipale e squadre esterne.
A rompere il ghiaccio è il capolista Franco Bezzini: «La nostra risorsa, al di là del programma che è molto imitato, si chiama Cruschelli. Se avrà le chiavi del comune, dal giorno dopo sarà in condizione di amministrare». Dà poi un’indicazione di metodo agli avversari: «Le campagne elettorali si fanno sui programmi, non accettiamo interferenze nei confronti delle persone». Ruota sulla figura di Cruschelli la disponibilità a candidarsi di molti della lista. Lo sottolinea Andrea Callari, agente di polizia municipale laureando in Criminologia. Lo conferma Roberta Casali, consigliera di maggioranza nella precedente consiliatura: «In Comune è stato il mio dirigente per venti anni. Gli riconosco capacità organizzative, correttezza e umanità». E così la dipendente di una grande catena di distribuzione Sara Fagioli. «Nella stesura del programma ho visto le sue capacità di mediatore», dice Luigi Galigani, pensionato Asl. Arianna Giannellini, dipendente di uno studio commerciale: «È competente epreparato». Francesco Marliani, laureando in Diritto d’impresa: «Questa squadra farà un grande lavoro per il miglioramento del paese». Massimo Nannelli, medico in pensione, sottolinea: «Non esiste una persona che conosce la macchina comunale come Cruschelli». E ancora: «Ho il sogno che si possano ridurre i tempi di risposta dell’amministrazione comunale alle esigenze dei cittadini».
L’infermiera Patrizia Nobili, consigliera di maggioranza nella precedente consiliatura, torna sulla maxi inchiesta della Procura di Livorno. «Ho scelto di ricandidarmi per il rispetto che ho della giustizia e verso i colleghi e amici del percorso precedente. In questa squadra ho trovato l’affermazione del principio che finché uno non è stato giudicato non può essere dichiarato colpevole». Assente Sofia Sonnati, dipendente di una gioielleria. Il pensionato Mauro Tognini torna a sottolineare la fiducia in Cruschelli e così Barbara Vegetti, dipendente di un’impresa di pulizie. Tanto che a Cruschelli scappa una battuta: «Speriamo che tutto quello che hanno detto di me si avveri».
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