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“The rock” continua a fare canestro Murale in ricordo di Davide Alberti

M.M.

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SAN VINCENZO. Sul campo da basket si era conquistato il soprannome “The rock”, vuoi per il fisico compatto e muscoloso che per la sua determinazione. Davide Alberti è morto a dicembre dello scorso anno. Aveva quarant’anni e una gioia di vivere contagiosa. Sapeva che il tumore correva, ma non si è mai dato per vinto. Fino all’ultimo. Una forza che gli amici del Basket San Vincenzo hanno deciso di omaggiare con un murale sulla facciata all’ingresso del palazzetto dello sport Lauro Giovani. Un modo per tenere stretto il filo del ricordo, ma anche un pretesto per chi non ha incrociato The rock per tramandarne l’esempio di sportivo e di vita.

Davide nell’estate del 2019 ha iniziato a sentirsi poco bene. Un dolore fastidioso alla schiena che lo costringeva a un’andatura claudicante. È iniziato così quello che si è rivelato un calvario. La scoperta del tumore. Poi le cure. L’amputazione di una gamba per arginare la corsa del male. The rock con quel nemico di fronte si è confrontato a viso aperto. Sorridente e determinato, sempre. Ma non è stata una partita ad armi pari.

«Il basket è una grande famiglia e Davide ne ha sempre fatto parte, fin da piccolo – dice il presidente del Basket San Vincenzo Giovanni Catino –. Un ragazzo d’oro, sempre disponibile e presente, che tutti vorrebbero per amico. A settembre dell’anno scorso si presentò alla riunione del direttivo della società con le stampelle e il suo solito sorriso. Insomma, era lui a rincuorarci di fronte a una malattia che noi non riuscivamo a chiamare per nome. Non si è mai abbattuto. Il palazzetto era la sua seconda casa e la passione per il basket è stata una delle sue cifre, come il sorriso e la disponibilità verso gli altri. Così abbiamo deciso di ricordarlo affidando la realizzazione dell’opera al grafico Andrea Bruci».

Dalle giovanili fino a disputare il campionato di serie D, vestendo i colori del Basket San Vincenzo. Davide Alberti è stata una presenza costante, anche una volta abbandonata l’attività agonistica. Faceva parte del consiglio direttivo della società, si occupava della logistica e degli approvvigionamenti del materiale tecnico. «In campo era combattivo e grintoso, non si rassegnava mai». Così lo ricordano i compagni di gioco. E quello spirito era la sua cifra. Chiusa la parentesi agonistica non si è mai staccato dal mondo della palla a spicchi. Faceva parte del consiglio direttivo della società sanvincenzina. Da qui la scelta di tenerne viva la memoria con il murale che è già visibile ma sarà inaugurato ufficialmente con una cerimonia il 17 settembre. M.M.

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