Sicurezza
Pd, il segretario Scatena si dimette A dividere è il candidato a sindaco
«Non ho sbattuto la porta. Volevo fare un percorso politico che purtroppo non si è realizzato»
Manolo Morandini
SAN VINCENZO. Doveva restare un atto interno. A meno di un mese dall’appuntamento con le urne, il 3 e 4 ottobre, in casa Pd il segretario del circolo sanvincenzino Maurizio Scatena formalizza il suo «un passo indietro», per dirla con le sue parole. Tradotto: lascia per divergenze sulla linea politica che ha portato al sostegno alla candidatura a sindaca di San Vincenzo di Elisa Cecchini.
Scatena si è dimesso dall’incarico. Eletto all’unanimità il 5 maggio, era entrato in pista per gestire la patata bollente di un partito suonato dall’uno-due da ko. L’urto della maxi inchiesta della Procura di Livorno: almeno 26 persone coinvolte tra amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori con accuse che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione. Indagati, stando all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del 9 marzo, tre dei quattro assessori della ex giunta sanvincenzina, Delia Del Carlo, Serena Malfatti e Massimiliano Roventini, con l’allora sindaco Alessandro Bandini ai domiciliari e che a tre giorni dal provvedimento decise di staccare la spina alla sua amministrazione. Un secondo mandato il suo iniziato con il voto a maggio 2019 e finito prima del giro di boa. Dal 2 aprile il Comune è affidato alla guida del commissario prefettizio Salvatore Parascandola.
Il segretario politico, anzi l’ex, lascia prima della scadenza che aveva indicato al suo insediamento. Doveva essere per la data del congresso Pd, quando e se sarà in autunno. Il suo passo indietro a un mese dal voto ha il sapore di un’aperta critica. Impossibile non notare la sua assenza in prima fila domenica 5 settembre nella pineta di Rimigliano, dove è stata presentata ufficialmente la lista “Con Elisa Cecchini per San Vincenzo”, lista civica sostenuta dal Pd.
«Non mi sto occupando della campagna elettorale», dice Scatena. Alla richieste del perché conferma la voce sulle sue dimissioni. Hai voglia a gettare acqua sul fuoco. La scelta di lasciare l’incarico da segretario politico è destinata a fare rumore ben oltre la sede del partito. «Ho fatto un passo indietro, senza polemiche – sostiene Scatena –. Non ho sbattuto la porta. Volevo fare un percorso politico che purtroppo non si è realizzato. Secondo me era il momento di una responsabilità collettiva, di un progetto allargato a Italia viva, Socialisti, comprendendo anche Officina».
L’origine della frattura, stando alle voci fuori e dentro al Pd, si sarebbe consumata sul nome del candidato a sindaco. Scatena avrebbe voluto trovare la quadra su Guido Cruschelli e chiudere un accordo con Italia Viva, Socialisti e centristi riformisti. Formazioni politiche che si sono organizzate a sostegno di una proposta autonoma a sostegno della lista civica San Vincenzo Sì e della corsa a sindaco di Cruschelli.
Scatena, che è originario di Collesalvetti, ha maturato la sua esperienza politica nel comune colligiano e nel palazzo della Provincia di Livorno. Da alcuni anni vive a San Vincenzo. Da qui la sua sottolineatura: «È giusto che siano i sanvincenzini Doc a portare avanti la campagna elettorale. Nella politica sanvincenzina, nel senso largo del termine e non riferita al solo Pd, non mi sento adeguato».
Perso il segretario in corsa, il cerino della campagna elettorale resta in mano a Fabio Pellegrini che nella segreteria ha l’incarico di organizzatore politico. Tra l’altro è candidato al consiglio comunale e con lui anche Giuseppina Mazza, altra esponente della segreteria di cui fanno parte Alessandro Tagliaferri, Leonardo Caporioni e Fabrizio Fulceri. A benedire il nuovo corso del Pd di San Vincenzo è stata la segretaria regionale del partito Simona Bonafè, intervenuta il 5 maggio all’assemblea degli iscritti. Un segno di attenzione, ma anche della grande difficoltà per il nuovo gruppo dirigente chiamato al timone nella fase politica più complessa nella storia locale del partito. Sul passo indietro di Scatena nessun commento dal Pd sanvincenzino e dalla locale Federazione.
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