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L’autunno “caldo” dell’alcool da asporto: a Cecina prolungata l’ordinanza che vieta la vendita

L’autunno “caldo” dell’alcool da asporto: a Cecina prolungata l’ordinanza che vieta la vendita

Il sindaco Lippi proroga limitazioni, sanzioni (fino a 5 mila euro) e le eccezioni nella somministrazione. Vale dalle due alle otto del mattino 

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Cecina. Fino al 17 ottobre dalle 2 alle 8 della mattina è vietato l’asporto di alcolici e superalcolici, qualunque sia il materiale del contenitore. Si allunga verso la prima parte dell’autunno l’ordinanza che il sindaco Samuele Lippi aveva messo nero su bianco il 16 luglio scorso con scadenza, appunto, fino al 31 agosto. Poi con un’altra ordinanza delle scorse ore ecco la proroga fino al 17 ottobre. I perché della decisione si trovano direttamente nel testo: «Nulla è mutato circa le motivazioni e le condizioni di necessità per la pubblica incolumità, il rispetto dell’ambiente e la sicurezza urbana». Una scelta dettata, si legge, da vari fattori: come il «perdurare dell’emergenza sanitaria».

Più generalmente «il rilevante numero di avventori dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande – in prevalenza giovani – e dei luoghi di vendita per asporto di alcolici e bevande di vario genere, rende necessario un rafforzamento delle misure dirette a garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini, nonché la tutela dell’ambiente e del contesto urbano spesso interessato dall’abbandono di contenitori di vetro che vengono prelevati dai locali per la consumazione in strada e depositati incautamente nelle aree pubbliche, rappresentando oltremodo un pericolo per la pubblica incolumità in relazione a utilizzi impropri rilevanti per la sicurezza urbana».

A decretare il “rinnovo” dell’ordinanza anche «gli esiti positivi» del testo di luglio sul controllo della “movida” per una misura che, come abbiamo raccontato, aveva incassato pareri discordanti sul fronte locali. E così, mentre era già era vietata la vendita di bevande da asporto in contenitori di vetro, ricordiamo, fino al 17 ottobre rimangono immutate le disposizioni contenute nel documento del 16 luglio. Disposizioni, ma anche le sanzioni previste: «L’inosservanza del provvedimento è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 5 mila euro», rimarcano dal Municipio.

Norme ed eccezioni

Il Comune vieta dunque ai «pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, alle attività similari come gelaterie o gastronomie, ai circoli privati e agli esercenti» la vendita e la somministrazione in contenitori di vetro, di alcolici, superalcolici e qualsiasi altro genere di bevande. Ci sono delle eccezioni. Si può dunque per quei clienti «ammessi all'interno del locale», quelli seduti nei tavoli esterni dell’attività e anche per quelli che «accompagnano e correlano l’asporto delle bevande all’acquisto in via principale di alimenti in vendita presso l’esercizio stesso destinati a costituire un pasto». Esempio dei più classici: si possono acquistare le birre per fare il paio con le pizze ordinate.

«Il divieto di detenzione di bevande in contenitori di vetro per il consumo delle stesse su area pubblica vale anche nei confronti dei soggetti fruitori, eccetto quando la detenzione è correlata in via principale all’acquisto o alla detenzione di alimenti destinati a costituire un pasto», si ricorda. Dalle 2 alle 8 di mattina l’ordinanza prevede inoltre il divieto di somministrare e vendere alcolici e superalcolici in qualsiasi materiale, ma anche in questo caso restano in vigore le eccezioni precedenti per quei clienti «ammessi all’interno del locale e con consumazione esclusivamente all’interno»; per quelli seduti ai tavoli fuori e per chi accompagna l’alcolico per un pasto. Tutto questo fino, per il momento, il 17 ottobre.

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