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Scuola, sport e diritti civili. Rosignano ricorda Marco Manetti, professore della vita

Scuola, sport e diritti civili. Rosignano ricorda Marco Manetti, professore della vita

Aveva 65 anni e insegnava all’istituto superiore Mattei. Abitava a Solvay ed è morto dopo una breve malattia

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ROSIGNANO. Ogni tanto, nel mondo, capitano quelle persone che, se ci sono, si vedono e si sentono e che, quando se ne vanno, si fanno sentire ancora di più. Perché la loro mancanza, quell’attimo del prima e del dopo la loro esistenza, diventa un’eco prolungata. E lascia sbigottiti e tristi. Marco Manetti era una di quelle persone. Nato nel 1956 e residente a Solvay, era conosciutissimo a Rosignano, dove insegnava educazione fisica nell’istituto superiore Mattei. Se n’è andato martedì 31 agosto all’ospedale di Pisa dopo una breve ma fatale malattia, lasciando cinque figli, due avuti dalla prima moglie, e altri tre, piccolissimi, dalla seconda. Quella di Manetti è stata una vita piena.

È vero, si dice sempre così, ma in questo caso è vero. Dalla personalità forte, era capace di creare legami forti così come contrasti accesi, soprattutto sugli argomenti che più gli stavano a cuore. Lo sport era uno di questi. Inizia a giocare a basket da ragazzo nel circolo giovanile Solvay. Quando smette, passa ad allenare, diverse squadre della zona, facendo anche attività con la pallacanestro femminile. Poi c’è l’insegnamento e, nel mezzo, la palestra in piazza Risorgimento che, per tanti anni, è stata un punto di riferimento importante e molto frequentato. Non c’è stato solo lo sport, però, nella vita di Manetti che, uscito da una famiglia di democristiani, ha rappresentato la pecora rossa della dinastia, con idee vicine alla democrazia proletaria. Manetti era, comunque, soprattutto un ambientalista e su questo tema combatteva battaglie appassionate.

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«L’ho conosciuto che eravamo tutt’e due ragazzini - ricorda Paolo Bini che con Manetti ha condiviso gare di basket e lotte politiche - Marco aveva qualche anno più di me. Eravamo insieme al circolo giovanile Solvay, sotto la guida di un allenatore bravissimo, Tosello Franceschini. Poi ci siamo rivisti negli anni. Lui ha fatto l’Isef, è diventato professore e ha realizzato tante cose. La sua idea, che era anche la sua passione più grande, era di far crescere i bimbi con lo sport. Portava avanti la socializzazione nella disciplina. Un pensiero bello che, purtroppo, oggi è difficile da trovare».

«E poi ci siamo incontrati nuovamente per motivi politici - va avanti Bini - Soprattutto con le lotte civili, battaglie ambientaliste in particolare. Quando misi su una lista civica nel 2009, questa nacque proprio nella palestra di Marco. Poi lui entrò nel Movimento 5 stelle, quando ancora il partito era agli albori, e nel tempo mi ha fatto tornare in politica, quando non ne volevo sapere più niente. L’ho sentito anche poco tempo fa, ma non mi ha detto che stava male. Che era morto l’ho saputo da un amico e ci sono rimasto di sasso. Ma lui era così, un personaggio dalla battuta pronta, un guascone fuori dalle righe, sicuramente non una persona ordinaria. Potevi anche on andarci d’accordo, ma gli riconoscevi l’impegno sociale e sportivo. E poi era un amico, con cui si poteva parlare di tante cose».

«A nome di tutto il personale Mattei, esprimo un profondo cordoglio e un grande senso di perdita - dice la dirigente scolastica Daniela Tramontani - La sua era una presenza familiare che si sentiva sia nell’insegnamento che nella partecipazione». Anche sui social sono tantissimi i messaggi lasciati da chi Manetti lo aveva conosciuto bene o, magari, aveva con lui condiviso solo un pezzetto di vita. Fortemente presente nei ricordi il mondo sportivo, in particolare la pallacanestro: «Tutto il mondo rossoblù si stringe intorno alla famiglia e ai cari di Marco Manetti, nostro allenatore delle giovanili e della serie D nella seconda metà degli anni 80», dice il Basket Cecina; «Salutiamo Marco Manetti, profondo conoscitore, atleta e mentore dello sport e della pallacanestro rosignanese», il pensiero del Basket 6 Rose Rosignano.

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