Sicurezza
Castagneto a tavola con Dario Cecchini e il gran ritorno della testina di cinghiale
Il macellaio poeta è l’ospite d’onore della cena in piazza del Popolo: un menù da leccarsi i baffi e vini eccezionali La manifestazione festeggia 25 anni, stasera l’appuntamento dopo lo stop dello scorso anno dovuto al Covid-19
L’evento
Divina vitale
I cacciatori sono pronti e la testina di cinghiale pure. Castagneto a Tavola torna in piazza del Popolo (stasera dalle 19,30) nel capoluogo e festeggia 25 anni. Dopo lo stop forzato dovuto all’emergenza Covid occuperà il weekend di fine estate.
La festa è storica, si celebra il piatto tanto caro al poeta Carducci, un piatto che è al tempo stesso istituzione e simbolo del territorio. «Del piatto è impossibile stabilirne le origini precise – come spiega lo storico Edoardo Scalzini - ma la tradizione popolare vuole far risalire il termine “Testina” ai tempi in cui i conti della Gherardesca, che partecipavano alle cacciate, avevano l’abitudine di appropriarsi delle teste più belle (le parti più nobili dell’animale, come simbolo di forza e di audacia) al fine di imbalsamarle, scartando quelle piccole, sulle quali si accanivano gli “affamati” pronti a trasformarle in un piatto extra. La prima fonte scritta in cui si parla di un pranzo a base di cinghiale risale al 1858, svoltosi in un podere in “Diambra”, località situata ai piedi della collina su cui sorge il paese di Castagneto. Per l’occasione venne consumato un cinghiale intero cucinato in vari modi, mentre la testa cotta in un recipiente chiamato “paiolo”. In quel pranzo era presente il cuoco Vincenzo Tavernelli (1812/1887) al quale, forse, va attribuita l’invenzione della prima ricetta della Testina di Cinghiale, o almeno la sua divulgazione, giunta fino a noi grazie ad una lunga serie di cucinieri».
Secondo una meticolosa ricerca dello storico locale Luciano Bezzini, fino al 1993, sul Comune di Castagneto Carducci, si contavano ben 120 cucinieri (ristoratori, macellai e cacciatori) di Testina, comprese le donne, decisamente più numerose, anche se la percentuale di uomini risulta tutt’oggi assai elevata e significativa; infatti, come è facile immaginare, molti degli attuali appartengono a famiglie di cacciatori: i Tuci, i Creatini (tra i quali lo chef Umberto che ha svolto un meticoloso lavoro di ricerca), i Carnesecchi, i Morelli, i Pierini, i Micheletti e i Rossi.
Il programma di quest’anno è ricco si parte con la cena di questa sera e il programma interessa tutto il fine settimana. L’evento è organizzato dal comune di Castagneto Carducci in collaborazione con il Consorzio del Vino e dell’olio della Costa degli Etruschi. Ospite d’eccezione di questa edizione, Dario Cecchini, il macellaio-poeta più famoso del mondo. Originario di Panzano in Chianti e macellaio da otto generazioni è conosciuto e apprezzato per la sua attenzione verso gli animali, il rispetto verso la loro vita e la loro morte, lavorando con responsabilità ed evitando ogni tipo di spreco. Netflix gli ha dedicato addirittura un episodio della sesta stagione di Chef’s Table (dal 22 febbraio). È il terzo italiano ad apparire nella serie cult dopo Massimo Bottura e Corrado Assenza. Da pochi mesi Cecchini è approdato a Castagneto, dove sulla via Bolgherese ha iniziato una stretta collaborazione con lo chef Omar Barsacchi dell’Osteria Magona. 130 saranno i posti a tavola in totale. Il menù prevede gli antipasti e la carne di Dario Cecchini, i salumi e la zuppa di Omar dell’Osteria Magona, la famosa testina di cinghiale preparata dai cacciatori dell’Ucav, il tutto accompagnato dai vini di Bolgheri, a cui riserverà una breve introduzione con il commerciante di fine wine francese Eric Morlot.
Venerdì sarà possibile conoscere la Bolgheri nascosta grazie a Wow experience – Wine Bus viaggio tra i segreti del territorio della Doc. Poi ci sarà Wow experience. Domenica 5 settembre invece da piazza del Popolo alle 8,30, partirà l’E-Bike tour. Outdoor experience, con la guida di Tuscany love bike, un tour in bici alla scoperta del territorio (info e prenotazioni presso turismo@lastradadelvino.com 0565 749705 – 335 59715465).
«Siamo rimasti a digiuno per due anni e, con questa edizione di Castagneto a Tavola, saziamo la fame portando alla cena in piazza Dario Cecchini, il macellaio poeta che ha recentemente aperto il suo Ristoro sulla nostra Via Bolgherese – spiega Pier Mario Meletti Cavallari, presidente della Strada del Vino. Accanto a Dario i cacciatori castagneti presenteranno “la Testina di cinghiale”, antico piatto tradizionale che è sempre stato al centro di tutte le edizioni di Castagneto a Tavola. Nella convivialità di Castagneto a Tavola è rappresentato tutto il territorio del Comune con le sue risorse enogastronomiche: vini, olio, specialità artigianali (pane, biscotti, liquori) nel raccolto e tipico quadro della Piazza del vecchio Borgo che domina la pianura. La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi è stata chiamata a realizzare la manifestazione, con l’aiuto delle Associazioni locali, e siamo orgogliosi di affiancare alla Cena in Piazza anche una serie di esperienze (a piedi, in bus, in bici) alla scoperta delle parti meno conosciute del nostro territorio, seguendo le indicazioni del Maestro Luciano Bezzini, mai sufficientemente ricordato, che ci ha lasciato, con le sue opere, una ampia documentazione”».
«Torniamo – aggiunge l’assessore al turismo Cristiano Pullini – con la rassegna più longeva di Castagneto Carducci, infatti quest’anno si spegneranno 25 candeline, e per l’occasione sarà rivisto in parte il format. L’obiettivo è realizzare un contenitore di esperienze, che permettano ai visitatori di conoscere ed apprezzare la grande tradizione castagnetana parlando direttamente con i produttori e gli artigiani che da decenni ed in alcuni casi da secoli portano avanti metodi e lavorazioni con amore e qualità. Naturalmente l’evento principale rimarrà la grande cena in piazza, ma a questa si aggiungeranno tour guidati nel borgo, escursioni in bici e il Winebus, che accompagnerà gli ospiti alla scoperte di piccole cantine e frantoi attraversando il nostro fantastico territorio. Le difficoltà legate all’emergenza sanitaria purtroppo limiteranno un po’ questa edizione 2.0, che però ci permetterà di porre le basi per maggiori sviluppi futuri, cercando di coinvolgere sempre di più gli operatori privati e le associazioni”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
