Il Tirreno

la tragedia in mare  

Morto sul lavoro a 39 anni, c’è un indagato

Federico Lazzotti
Morto sul lavoro a 39 anni, c’è un indagato

La procura ha disposto diversi accertamenti per ricostruire l’incidente in cui ha perso la vita il subacqueo

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Federico Lazzotti

Piombino. A distanza di sei giorni dalla tragedia nelle acque tra Piombino e Follonica, l’inchiesta sulla morte di Giorgio Chiovaro, il subacqueo di 39 anni residente a Donoratico, travolto dal motore dell’imbarcazione durante alcuni lavori di manutenzione alle gabbie per l’allevamento di pesci, ha preso una strada precisa.

Il pubblico ministero Pietro Peruzzi, titolare del fascicolo, ha infatti iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo Ugo Biasin, titolare dell’azienda Civita Ittica, di cui la vittima era dipendente da anni. Una scelta fatta anche a garanzia dello stesso imprenditore, presa dopo aver letto la prima informativa sull’incidente arrivata in procura e firmata dai tecnici della medicina del lavoro e dai militari della guardia costiera che dopo l’incidente hanno effettuati i primi accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia.

Un passo che permetterà all’imprenditore di nominare un proprio consulente durante tutti gli accertamenti che il pubblico ministero richiederà durante le indagini.

A cominciare dall’autopsia sulla salma e a tutti gli approfondimenti che seguiranno. «Domani (oggi ndr) – si limita a dire l’imprenditore al telefono – avrete delle novità importanti. Vi farò contattare dal mio avvocato».

Al centro dell’indagine della procura ci sono alcuni aspetti dell’incidente che fin dal primo momento hanno fatto emergere dubbi sul rispetto delle misure di sicurezza in mare durante operazioni come quella in cui è avvenuta la tragedia. A cominciare dai compiti che dovevano svolgere i diversi dipendenti che erano a bordo dell’imbarcazione, chi doveva formarli e soprattutto che tipo di corsi avessero seguito.

Anche perché da quello che è emerso all’indomani della tragedia, il trentanovenne, dopo aver effettuato la sostituzione delle reti dove vengono allevate orate e spigole nel golfo di Follonica, è risalito in superficie. Evidentemente però, chi era al timone dell’imbarcazione non se n’è accorto. O forse non era stato formato a dovere. Così avrebbe dimenticato di spegnere il motore o comunque di metterlo in folle. Un errore che si è rivelato decisivo nella dinamica dell’incidente.

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