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l’appello pubblico  

Etica e trasparenza Legambiente e Libera propongono un patto ai candidati sindaci

Etica e trasparenza Legambiente e Libera propongono un patto ai candidati sindaci

Le associazioni chiedono a chi si presenterà alle elezioni di sottoscrivere un documento articolato in cinque punti

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SAN VINCENZO. Attenzione ai beni comuni e all’etica. Sono i due valori alla base dell’appello lanciato da Legambiente e Libera, rivolto ai candidati a sindaco che correranno alle prossime elezioni del 3 e 4 ottobre a San Vincenzo. Le due storiche associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e della legalità hanno messo per scritto un appello che sarà presentato pubblicamente (e fatto firmare) il prossimo 17 settembre a tutta la cittadinanza. «Nel ribadire il concetto costituzionale secondo cui qualsiasi imputato è innocente fino a sentenza definitiva, ricordiamo che le indagini giudiziarie hanno disvelato un quadro preoccupante di relazioni, rapporti di potere, interessi privati prevalenti su quelli pubblici, “in-cultura” amministrativa, opacità – spiegano dalle due associazioni – Inoltre, dal 9 marzo in poi diverse sono state le sentenze della magistratura e gli atti amministrativi del Comune, guidato dal commissario prefettizio, che hanno smentito autorizzazioni e concessioni rilasciate dalla passata amministrazione comunale».

Per questo motivo Libera e Legambiente chiedono fin da adesso ai candidati che si presenteranno alle elezioni di firmare l’appello che si articola in quattro punti, oltre a due richieste di chiarire la posizione politica su altrettanti temi caldi, come la gestione della costa e del parco di Rimigliano.

1Conflitti di interesse

Con la firma del documento il candidato si impegna a pubblicare il curriculum vitae, se è proprietario, socio, dipendente di imprese di qualsiasi tipo che hanno rapporti contrattuali con il Comune di San Vincenzo, se ha parenti (fino al 3° grado) dipendenti del Comune, l’appartenenza ad associazioni di qualsiasi tipo, se ha in corso un qualsiasi tipo di controversia con il Comune e con le società da lui partecipate, se è sottoposto a procedimenti giudiziari». Inoltre viene chiesto al candidato di rendere pubblica la situazione reddituale e patrimoniale.

2 Finanziamenti

Il secondo punto riguarda gli aspetti legati ai finanziamenti della politica. Firmando il candidato si impegna a «a rendicontare pubblicamente, entro 30 giorni dalle elezioni, tutti i finanziamenti ricevuti (sia personalmente che al gruppo/partito con il quale mi candido) e i relativi finanziatori». In caso di elezione, inoltre, il candidato si impegna firmando l’appello a «non accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto (ossia tramite associazioni, fondazioni, centri studio ed altri enti nei quali svolga un ruolo direttivo) della sua attività politico-amministrativa».

3Piano anticorruzione

Con la sottoscrizione dell’appello il candidato a sindaco si impegna a «far sì che il consiglio comunale, entro tre mesi dalle elezioni, avvii un percorso pubblico e partecipato per la redazione del piano triennale anticorruzione del Comune, attraverso momenti di informazione, formazione, ascolto e confronto, sia con cittadini e associazioni, sia con il personale del Comune», si legge nell’appello di Libera in Legambiente.

4Partecipazione

Il candidato, firmando il documento di Libera e Legambiente, si impegna – in caso di elezione – «ad operare affinché vengano istituite le consulte comunali (così come previste dallo Statuto comunale) entro sei mesi dalle elezioni, attraverso un percorso partecipato pubblico.

5Spiaggia e Parco

L’ultimo punto contenuto nel documento appello riguarda due beni primari di San Vincenzo, come le spiagge e il Parco di Rimigliano. In questo caso viene chiesto ai candidati sindaci di chiarire fin da subito quali sono le loro posizioni su questi argomenti chiave: «Occorre rielaborare il piano di utilizzo delle spiagge, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto, tenendo in considerazione le osservazioni inviate da istituzioni, associazioni, cittadini – scrivono da Libera e Legambiente – occorre tutelare beni comuni unici e irripetibili come le spiagge e, dove ancora esistenti, le dune e la natura retrostanti, a partire dalla loro naturalità e dalla loro fruibilità». E su Rimigliano occorre «istituire formalmente il Parco, utilizzando le normative regionali esistenti, facendosi promotori di una rete dei Parchi della Val di Cornia. Far sì che non venga concesso alcun tipo di autorizzazione a richieste di qualsiasi tipo manufatti, costruzioni o simili sia nel Parco che sulla spiaggia».

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