Il Tirreno

Vetro, plastica e una tenda abbandonati sulla spiaggia

Irene Di Brino
Vetro, plastica e una tenda abbandonati sulla spiaggia

La denuncia di un sanvincenzino che ha raccolto i rifiuti lasciati dopo Ferragosto «È un tratto fragile e incontaminato, che è difficile da raggiungere per i controlli» 

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Irene Di Brino

san vincenzo. «Una montagna di rifiuti, decine e decine di bottiglie di vetro, plastica bruciata, non so quante lattine di birra e per finire in bellezza una tenda da campeggio». Questa è la situazione che Federico Cini si è trovato davanti quando il 19 agosto, insieme alla compagna, è sceso in spiaggia all’altezza del secondo fosso della Conchiglia. Una spiaggia isolata, che si raggiunge a piedi da San Vincenzo ma è nei confini di Castagneto Carducci.

Una tale quantità di rifiuti, da spingere il giovane sanvincenzino a pubblicare un video denuncia sui social, per mostrare a più persone possibile fino a dove riesca a spingersi la maleducazione.

«È tutta la vita che vado lì al mare – dice Cini – e so quanto quel tratto di spiaggia sia fragile e incontaminato, oltre che difficile da raggiungere per i controlli. Forse non tutti conoscono l’importanza delle specie di flora e fauna che vi abitano ma neanche l’ignoranza può giustificare un comportamento del genere. Sto dedicando la mia vita alla creazione di un marchio di oggetti di design fatti con materiale riciclato e scarti di lavorazione, continuare a rimanere in silenzio non era più possibile».

È stata Johara Bartolommei, compagna di Federico, ad accorgersi che quella che sembrava una semplice tenda da campeggio era solo uno dei tanti rifiuti abbandonati. «Quello che abbiamo fotografato non è neanche la metà di ciò che realmente abbiamo raccolto e portato via – continua Cini – anche nei punti più vicini alla duna, zona che è ancora più importante mantenere sana. Per non parlare del fatto che siano rimasti lì almeno tre giorni, col rischio che una mareggiata portasse tutto in acqua».

Lo scontrino trovato tra i rifiuti, infatti, datato domenica 15, fa pensare a una festa di Ferragosto. «Io sono del’90 – continua – e proprio in quelle zone ho fatto anche io tantissime “spiaggiate”. Per noi, però, era normale lasciare la spiaggia come l’avevamo trovata, portando via i rifiuti senza pensarci due volte. A quanto pare, oggi, non è più così». Ed è proprio su questo che insiste, su quanto il suo modo di agire dovrebbe essere considerato normale e non speciale. «Non ho fatto niente di particolare – spiega – quest’anno è toccato a noi ma so che anche l’anno scorso qualcuno era passato a raccogliere i rifiuti di altri. Perché per chi ha un minimo rispetto per se stesso oltre che per l’ambiente è l’unica cosa da fare. Sai quanti fanno quello che abbiamo fatto senza postare video? Centinaia, migliaia, tutti i giorni. Sai quante persone scelgono ogni mattina di comportarsi civilmente? Siamo in tantissimi. Per questo ho voluto denunciare il comportamento sbagliato di alcuni, perché l’impegno di molti non può essere vanificato dalla maleducazione di pochi».

Il problema dell’inquinamento è uno dei più discussi, nelle scuole, in tv, sui social, oltre che un tema fondamentale per molte associazioni del territorio che organizzano pulizie della spiaggia, su tutto il litorale della Costa degli etruschi. «Forse il problema sta in come si affronta l’argomento – conclude –. Io sono convinto che nel proprio piccolo tutti debbano fare la propria parte, discutendo meno ma agendo di più. Insegniamo con i fatti prima che con le parole. Comportiamoci bene ogni giorno e non abbiamo paura nel denunciare chi non lo fa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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