Gioco
«La vaccinazione è la nostra unica arma Senza questa difesa saremmo nella tragedia»
Buona partecipazione di pubblico all’incontro organizzato in paese. Dubbi, domande, chiarimenti: il medico livornese risponde a tutti
il racconto
Fino alle 20.50 non c’è quasi nessuno. Prima è arrivata una coppia che, timidamente, ha scelto di sedersi in quarta fila. Dopo un paio di minuti altre due donne. Una più giovane, l’altra anziana. Lì per lì la sensazione è quella dell’occasione sprecata. Di un borgo come Sassetta, maglia nera nella percentuale di vaccinati, che conferma la propria ostilità all’immunizzazione, nonostante la presenza di un nome importante come quello di Spartaco Sani, primario del reparto malattie infettive di Livorno. Un incontro, quello organizzato mercoledì sera nella piazza della chiesa, fortemente voluto dal sindaco Alessandro Scalzini. Alle 20.50, però, ci sono soltanto quattro persone a sedere. Il rischio del flop svanisce nel giro di qualche minuto e, alla fine, fra seggiole, scalini della chiesa e angoli vari, siamo a una cinquantina di spettatori. Non pochi per Sassetta, che non arriva a 500 abitanti. Non sono tutti residenti, è vero, ma l’attenzione per le parole di Sani è alta e, al termine della “relazione” del medico, le domande sono tante.
«Io non sono vaccinato, anche se sono obeso e diabetico – parla per primo un uomo sui 50 anni – Non perché sia contro in assoluto, ma ho sentito due dottori: uno mi ha detto di vaccinarmi, l’altro me l’ha sconsigliato, dicendo che questo per il Covid è lontano dall’essere un vero vaccino».
«È incredibile, un vero disastro chi afferma certe cose – risponde Sani – La comunità scientifica sui vaccini è chiara. Purtroppo esistono altre categorie di medici le cui affermazioni andrebbero sottoposte a procedimenti disciplinari. Ci sono alcuni medici di famiglia, ad esempio, che di fronte alle prime difficoltà di un paziente, sconsigliano la vaccinazione. Capisco la confusione che si crea nelle persone e a sentire certa roba mi incazzo anche più di loro, perché noi curiamo e questi dicono le cavolate. Ci sono pochissimi casi per i quali non è indicata la vaccinazione. Per il resto, se vogliamo uscirne, dobbiamo vaccinarci tutti. L’immunità di gregge probabilmente non ci sarà, ma l’immunità di comunità proteggerà da nuove varianti. E per rispondere al signore, io le consiglio assolutamente di vaccinarsi».
C’è poi una donna sui settant’anni che ha avuto il Covid e ha perso il marito per lo stesso motivo, mentre un’altra di 57, multiallergica con un caso di shock anafilattico, vorrebbe vaccinarsi ma non può.
«E sulle cure domiciliari, dottore, che ne pensa?», chiede una ragazza.
«Quali cure? – replica Sani – Non esistono ad oggi cure domiciliari efficaci. La gente deve essere seguita a casa, essere visitata e, appena respira male, correre da noi in ospedale. Questo sì. Ma in questo momento l’unico farmaco che si è dimostrato utile sula mortalità è il cortisone. Poi ci sono in sperimentazione degli antivirali, ma non so cosa ne verrà fuori. Noi non vediamo l’ora e li daremmo a tutti, ma oggi la realtà è questa». E sui no vax più convinti? «Quelli ricoverati abbiamo difficoltà a curarli – dice il primario – Sono maldisposti, non credono alle cure, i familiari danno problemi. Qualcuno poi si ricrede e si scusa, ma non molti». E poi a ruota libera: «Le monoclonali? Solo in situazioni specifiche – afferma Sani – Terza dose? Ci sta che non serva. L’obbligo vaccinale? Io sono favorevole. Vaccini ai bambini? Perché no. Astrazeneca? Ottimo, come gli altri vaccini. In più che sporadici casi ha causato in donne giovani certi tipi di trombosi. L’abbiamo capito durante il percorso e sono stati presi provvedimenti. Chiariamo: è stata una campagna difficile, ma ora abbiamo un’esperienza e i vaccini sono sicuri e funzionano. Quel che non abbiamo sono tutte le risposte, ma la realtà è una: senza vaccini ora saremmo nella tragedia».
F.L.
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