Sicurezza
Piano per impiegare 140 persone con il reddito di cittadinanza
Definito l’accordo fra Comune e associazioni per coinvolgere i beneficiari in attività che siano utili alla collettività
Anna Cecchini
cecina. L’idea è quella di impiegare almeno 140 persone che beneficiano del reddito di cittadinanza in attività che siano utili all’intera comunità. Con questo presupposto l’amministrazione cecinese ha siglato un accordo con le associazioni del territorio. Un accordo basato sul concetto di “restituzione sociale”, ossia l’utilizzo di cittadini che ricevono il reddito dallo Stato per migliorare servizi destinati alla comunità e allo stesso tempo per garantire loro una formazione da poter reimpiegare in ambito lavorativo. «È previsto dalle norme statali che gli enti locali – spiega l’assessore al sociale Meris Pacchini –, con il ministero, individuino settori in cui far operare i beneficiari del reddito di cittadinanza. Ma purtroppo i Comuni che effettivamente attivano questo tipo di percorso sono pochi. Noi abbiamo deliberato in giunta l’avvio di alcuni progetti che vanno in questo senso».
A spiegare gli ambiti in cui si concretizzerà l’utilizzo dei beneficiari del reddito di cittadinanza sono gli assistenti sociali del Comune. «Stiamo facendo il monitoraggio delle persone papabili – spiegano – per capire le loro attitudini e in quale settore possono eventualmente essere impiegate. Sette i Puc (progetti utili alla collettività), che abbiamo ideato». E che la giunta ha approvato ieri. «Tre percorsi riguardano attività all’interno della biblioteca – fanno sapere gli assistenti sociali – , e prevedono che le persone individuate facciano formazione, partecipino alla gestione di eventi e siano un supporto nel regolare ingressi e uscite dalla struttura». L’altro ambito in cui il Comune utilizzerà coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza coinvolge le scuole. In accordo con la polizia municipale e con la dirigenza delle scuole, il Comune prevede di impiegare chi beneficia del reddito di cittadinanza per regolare il flusso di ingresso e uscita sia alle scuole medie che ad asili ed elementari. E ancora, il team degli assistenti sociali ha ideato il progetto “Qua la zampa”, sempre in accordo con le associazioni di volontariato. È infatti previsto, davanti ai supermercati, l’allestimento di punti informativi dove vengono distribuite medicine per gli amici a quattro zampe e viene svolta attività di sensibilizzazione verso gli animali. Un altro percorso di inclusione lavorativa delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza verrà attuato direttamente all’interno delle sedi comunali, dove i soggetti individuai si occuperanno di regolare ingressi e uscite e anche di preparare il calendario degli appuntamenti. Infine un percorso legato al decoro urbano. «Sempre con alcune associazioni del territorio – terminano gli assistenti sociali del Comune –, alcune persone beneficiarie del reddito di cittadinanza saranno inserite in attività di cura degli spazi verdi».
La totalità dei percorsi di inserimento lavorativo di soggetti che in molti casi hanno situazioni difficili riguarderà circa 20 persone per ognuno dei sette progetti. Significa che per le varie attività saranno utilizzate circa 140 persone, che, sulla base delle normative nazionali devono essere impiegate almeno sei mesi con un orario settimanale vario (dalle 8 alle 16 ore a settimana).
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