Legambiente e Parchi geostorici «Puntiamo sul turismo lento»
Fronte comune per la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale «La strada vicinale 32 resti pubblica, solo così avremo il parco archeologico»
CASTAGNETO. Gli obiettivi sono chiari: favorire la fruizione del patrimonio geologico e minerario integrandolo con altri aspetti caratteristici del nostro luogo, quali l’archeologia, l’architettura, l’arte in generale, uniti agli usi e costumi, le risorse naturali, l’enologia e la gastronomia. È in questa direzione che si è mossa Legambiente Costa Etrusca, che condivide con il Comune il proposito di diffondere il valore e il significato del turismo culturale.
«Abbiamo una nuova forma di turismo – spiegano Antonio Muti, geologo per l’associazione Parchi Geostorici di Castagneto Carducci e Angelo Ferrara per Legambiente Costa Etrusca – il cosiddetto “turismo lento” fatto di persone che vogliono gustare l’immenso patrimonio ambientale, storico, archeologico delle colline carducciane, l’opportunità della via ciclabile del Tirreno che dalla Francia arriverà fino a Roma, attraversando il territorio di Castagneto, sulla via ciclabile tutto l’anno passeranno ciclisti e se i nostri imprenditori e amministratori sapranno dar loro modo di fermarsi a conoscere il nostro territorio saranno felici di farlo, i ciclisti non hanno troppa fretta. Senza contare la Via degli Etruschi altro itinerario europeo che tocca il nostro Comune e non dimentichiamo neanche che anni addietro molti soldi pubblici sono stati spesi per la Ippovia, strada per cavalli, che collegava molti Comuni».
Legambiente ricorda come a giugno l’associazione abbia partecipato a Castagneto alla conferenza promossa dall’associazione Geostorici sul tema storico scientifico degli Scavi alla Torre di Donoratico, affrontato dalla professoressa Giovanna Bianchi e dottoressa Luisa Dallai dell’università di Siena, dipartimento archeologia medioevale e cristiana, presso la struttura audiovisiva del parco della Rimembranza. «Le archeologhe dell’università hanno sottolineato l’unicità del sito archeologico della Torre di Donoratico e che sarebbero-sono maturati i tempi per acquisire questo bene culturale al patrimonio pubblico (come riporta anche dall’art. 9 della Costituzione Italiana) – spiegano dal Cigno Verde – In questo contesto si aprirà una discussione politica sul territorio relativa alla fruizione delle aree d’interesse storico scientifico che a Castagneto si trovano in proprietà private».
Per Legambiente «cancellare il lavoro del Piano strutturale che ha tenuto pubblica, per circa 14 anni, la strada vicinale n° 32 con lo scopo di poter realizzare quel parco archeologico rappresentato dai monti della Gherardesca a sud della Storica e maestosa Torre di Donoratico è ritornare indietro con una visione politica superata nel tempo che viviamo e riteniamo pure un torto ai cittadini tutti perché quel Piano era stato pagato con i soldi pubblici. Legambiente ma anche altre associazioni daranno il loro contributo e, se necessario, inizierà una battaglia culturale affinché dal basso emerga il valore che questo parco potrebbe costituire l’ultima salvaguardia Biologica Geologica e Archeologica di un lembo della Maremma settentrionale, per la Regione Toscana» .
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