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Ritrovato il crocifisso rubato della chiesa di Vada

Claudia Guarino
Ritrovato il crocifisso rubato della chiesa di Vada

L'oggetto sacro era stato trafugato dall'altare della parrocchia di San leopoldo. Restano ignoti i motivi del furto. Ecco dove è stato recuperato

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Rosignano. Era in un cespuglio, a poca distanza dalla parrocchia. E chi l’ha trovato ha detto di aver immaginato che potesse essere proprio il crocifisso rubato dall’altare della chiesa di San Leopoldo perché aveva letto l’articolo con cui Il Tirreno dava notizia del furto. Perciò ha chiamato i carabinieri. Ora il crocifisso trafugato può tornare al suo posto. E la storia del colpo messo a segno nella parrocchia di Vada ha il suo lieto fine. Qualche giorno fa, ricordiamo, c’è stato un furto nella chiesa di San Leopoldo. Qualcuno è riuscito a portare via il piccolo crocifisso di ferro e oro che si trovava sull’altare. Un oggetto dal valore economico non significativo (circa 200 euro), ma un gesto che ha lasciato l'amaro in bocca per la tipologia di refurtiva e il luogo scelto per il colpo. In quell’occasione, dato che c’era stato un fatto simile anche a Livorno, Il Tirreno ha contattato don Pio Maioli, parroco della chiesa di Santa Croce, a Rosignano Solvay, per chiedere un commento su questa tipologia di furti. «Un conto è concentrarsi sui tabernacoli delle ostie o sui quadri di valore – aveva commentato – un conto è andare a cercare nelle candele (i soldi delle offerte, ndr) e un altro conto è rubare un piccolo crocifisso». Perché nel primo caso sarebbe un furto che frutterebbe ai ladri una refurtiva di elevato valore, mentre nel secondo caso «potrebbe essere opera di chi vive di espedienti».

Venendo invece a furti di piccoli crocifissi o di oggetti simili, «si tratta di atti molto spiacevoli che rattristano, perché significa che non si può lasciare fuori qualcosa che subito la rubano. Ma credo che si inseriscano in un problema generale e non penso che in questi casi si possa parlare di un sacrilegio o di cose simili». Indipendentemente dal motivo alla base del furto, a Vada la refurtiva è stata recuperata. Perché un paio di giorni fa un cittadino ha notato un crocifisso all’interno di uno dei cespugli che si trovano a poca distanza dalla chiesa. Aveva letto sul giornale del colpo messo a segno nella parrocchia di San Leopoldo e gli è venuto il dubbio che fosse proprio l’oggetto sacro rubato dall’altare. Ha quindi contattato i carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci. Una pattuglia è arrivata in zona. I militari hanno raccolto il crocifisso e si sono messi in contatto col parroco di Vada, don Bruno Giordano, che aveva in precedenza presentato denuncia per il furto subito. Il crocifisso è dunque stato ritrovato. Il ladro, evidentemente, dopo aver preso l’oggetto è uscito dalla chiesa e in un secondo momento l’ha gettato nel cespuglio. Restano ignoti i motivi del furto. Una bravata o un dispetto.

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