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L’eredità di Micha patrimonio da tutelare. A Roma i funerali del coreografo

Federica Lessi
L’eredità di Micha patrimonio da tutelare. A Roma i funerali del coreografo

Sarà cremato e la moglie Miki Matsuse custodirà le spoglie. La sua compagnia Ensemble fu una fucina di talenti della danza 

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ROSIGNANO. Si terranno a Roma mercoledì 11 agosto le esequie di Micha van Hoecke, il coreografo belga residente a Rosignano che si è spento sabato 7 agosto all’ospedale di Massa per un tumore. Per volontà della famiglia la salma sarà portata nella capitale alla Chiesa degli Artisti dove alle 17 sarà officiato il funerale. Secondo i suoi desideri sarà cremato e la moglie, la danzatrice giapponese Miki Matsuse, custodirà le sue spoglie, insieme ad una vita di ricordi.

L’artista è mancato con la vicinanza dei parenti, degli amici e dei danzatori che hanno voluto raggiungerlo per dargli l’ultimo saluto. La notizia dell’improvvisa scomparsa ha colto di sorpresa molte persone che lo conoscevano, che nei giorni successivi si sono recate alla camera ardente all’ospedale di Massa per portare conforto ai congiunti e per condividere un ricordo o rendergli omaggio. Micha infatti con la sua grande umanità e sensibilità sapeva conquistare i sentimenti di amici e collaboratori.

La sua generosità si rifletteva anche sul territorio in cui viveva, avendo preso a casa a Rosignano Marittimo – dove si era stabilito nel 1986 e risiedeva – e dove per un lungo periodo ha realizzato i suoi spettacoli nel “capannone” alle Morelline. Castiglioncello era diventata la sua casa, da quando Massimo Paganelli, storico direttore di Armunia, gli aveva mostrato una foto con villa La Ragnaia dove poteva stabilirsi con la sua compagnia. La cappellina del castello Pasquini era anche diventata la sede della sua compagnia, l’Ensemble di Micha van Hoecke, che si era arricchita di danzatori del territorio, come Michela Caccavale, a fianco dei suoi fedeli ballerini come Yoko Wakabayashi e Marzia Falcon, che lo seguirono dal Belgio nell’avventura dell’Ensemble. Ancora oggi alcuni di loro risiedono stabilmente a Rosignano con i loro familiari. A Livorno invece vive la sorella gemella Marina, grande talento nella danza, che aveva fondato la sua scuola e lavora da anni come insegnante. In città il grande coreografo aveva diretto anche la manifestazione “Effetto Venezia” nel 1994-95 e al Teatro Goldoni aveva messo in scena nel 2005 l’opera lirica “La Gioconda”, con libretto di Arrigo Boito e musiche di Amilcare Ponchielli. Con Roma – dove si svolgeranno i funerali - Micha aveva avuto un incontro felice, essendo la sua prima tappa in Italia. Nella capitale, attratto dai film e dalla poesia di Fellini, incontrò alcune persone con cui avrebbe collaborato per molti anni: Renato Niccolini allora assessore alla cultura, Flaviano Caroli, che lavorava in un centro di danza, con cui strinse una duratura amicizia e da cui ebbe sempre sostegno, e Vittoria Ottolenghi, critica ed esperta di danza che lo introdusse nelle trasmissioni televisive. La stessa Ottolenghi che con Leonetta Bentivoglio curava nel 1982 la rassegna “Così danza l’Europa” al Pasquini e che per anni sarà consulente per la danza a Castiglioncello. «Confesso di trovarmi benissimo in Italia – dichiara il coreografo nel testo-intervista “Micha van Hoecke” di Carmela Piccione (Ila Palma, 2006) – un terra generosa, che ha sempre ospitato artisti provenienti da tutto il mondo. E’ strano, a volte penso che sia stata l’Italia a scegliermi, per un misterioso caso del destino. E non sia avvenuto il contrario».

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