Attenzione
«Pronto soccorso da ampliare ecco i tre piani dell’Asl»
Anna Cecchini
CECINA. Tre ipotesi, con tanto di stima dei costi, per riorganizzare il pronto soccorso cittadino, in termini di spazi e di apparecchiature per la diagnostica di emergenza. Così l’azienda sanitaria Toscana nord-ovest ha risposto, nero su bianco, all’interrogazione presentata in consiglio regionale dal consigliere di Fratelli d’Italia Diego Petrucci. L’interrogazione è arrivata dopo che, nei mesi passati, lo stesso Petrucci, ma anche la coordinatrice di Fratelli d’Italia di Cecina, Mirta Merli, e il portavoce della provincia di Livorno, Giacomo Lensi, hanno analizzato la situazione della struttura, grazie a sopralluoghi e confronti con una serie di medici attivi in pronto soccorso. «È chiaramente emersa – ha spiegato Merli – la carenza di spazi, che rischiano ogni giorno di venire intasati anche a causa dell’emergenza sanitaria. Sarebbe bene separare i due settori, creando un’area per pazienti infettivi e una per le altre emergenze». Non solo, Merli spiega che «gli stessi medici spiegano come in pronto soccorso sia disponibile soltanto una sala con ecografo da utilizzare per i casi urgenti». Lensi incalza: «Prima di tutto c’è da notare che non solo Asl e Regione non hanno negato il problema che noi evidenziamo, ma ha scritto che è in corso la valutazione tecnica per stanziare le risorse. Significa che le condizioni del pronto soccorso cecinese sono ben note». Quanto all’ospedale di rete Cecina-Piombino, Petrucci taglia corto: «Siamo contrari a qualsiasi diminuzione dei servizi e a qualunque dibattito basato su criteri numerici ed economici». Tre le ipotesi di ampliamento e riorganizzazione di Asl per il pronto soccorso. «Il primo – spiega Petrucci – prevede l’ampliamento nell’attuale camera calda, con la nuova camera calda da fare ex novo e (costo 840mila euro), il secondo ( 330mila euro) prevede l’aggiunta di blocchi prefabbricati nelle aree verdi davanti alla struttura e il terzo (883mila euro) prevede l’ampliamento nell’adiacente centro trasfusionale, da trasferire altrove. Va detto che per ampliare il pronto soccorso qualche ufficio dovrà essere spostato, ma d’altronde gli ospedali servono per curare, gli uffici medici sono secondari». I tre chiudono spiegando che attenderanno «settembre per vedere se qualcosa si muovere, poi torneremo in ospedale per fare un nuovo punto».
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