Sicurezza
Candidati e alleanze, in pista l’ex sindaco Bezzini
Manolo Morandini
SAN VINCENZO. Non c’è ancora una proposta in chiaro. Anche sui candidati a primo cittadino è nebbia fitta. Qualche nome. Pochissime certezze verso le amministrative. Il calendario della politica sanvincenzina è già a dopo Ferragosto. Come si comporrà il quadro delle forze in campo e su quali nomi si aggregherà è il tema caldo. Lo è al pari degli sviluppi della maxi inchiesta della Procura di Livorno. Il 9 marzo dopo una lunga indagine sottotraccia per ordine del Gip sono state eseguite 23 perquisizioni. L’inchiesta “Albatros” coinvolge 26 persone tra amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori.
Oltre all’ex primo cittadino sono finiti nei guai, la sua vice Delia Del Carlo, l’assessora al Turismo Elisa Malfatti e quello all’Urbanistica Massimiliano Roventini, oltre ad Antonio Russo, ex assessore ai Lavori pubblici nella precedente consiliatura. Il consigliere comunale con deleghe per Eventi e spettacoli Dario Ginanneschi e l’ex segretario comunale e dirigente all’Urbanistica Salvatore De Priamo, oggi in pensione. Diversificate le posizioni e le ipotesi dei reati contestati, dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta. Fino al profilo più grave: corruzione. Il Comune dal 2 aprile è commissariato.
Sembra sfumata l’ipotesi di candidatura di Fausto Bonsignori, classe 1954, medico, storico esponente del Partito Socialista. Mentre avrebbe preso quota quella del compagno di partito Franco Bezzini, commercialista classe 1946, già sindaco di San Vincenzo per poco più di un anno tra il 1982 e il 1983 e con esperienze da assessore. A tracciare la strada alla sua candidatura oltre ai Socialisti è Italia Viva, partito che vede tra i suoi esponenti locali Del Carlo e Ginanneschi. Sul suo nome sembra convergere anche l’elettorato che fa capo all’ex sindaco Bandini. Il centrodestra prova a stare compatto, ma non ha ancora trovato la quadra. Sembra accantonata la discesa in campo del medico Gianluigi Palombi, classe 1967, oggi è assessore all’Urbanistica a Piombino e coordinatore per la Val di Cornia di Forza Italia. Del resto, non ha mai sciolto le sue riserve. È data per tramontata la proposta di Guido Cruschelli, classe 1955 con un passato da assessore e vicesindaco a Castagneto. Mentre resta tra in pista l’avvocato Davide Lera, classe 1964, che già in passato ha corso da sindaco. E si fa il nome del medico Giuseppe Telara, classe 1947.
In casa del Partito democratico starebbe prendendo quota la candidatura di Elisa Cecchini, classe 1972, già assessore all’epoca Biagi. Dopo aver perso le primarie di partito in cui venne indicata la candidatura a sindaco di Bandini nel 2014, si è riaffacciata alla politica attiva nell’ultima consiliatura, consigliere nelle fila di San Vincenzo Futura. C’è poi il fronte di Officina San Vincenzo, che sostiene Paolo Riccucci, classe 1982, commerciante è stato candidato a sindaco nel 2014 per Assemblea sanvincenzina. Mentre resta da capire quel sarà il posizionamento di Luca Cosimi, capogruppo uscente di Svoltiamo San Vincenzo, classe 1988 insegnante di Economia aziendale. —
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