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Rumori e traffico all’ex Girarrosto Dopo anni il Comune riapre la pratica

Manolo Morandini
Rumori e traffico all’ex Girarrosto Dopo anni il Comune riapre la pratica

Al vaglio del commissario il risanamento acustico della zona Sotto la lente le case costruite a poca distanza dalla variante

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Serviva il commissario prefettizio? Alla domanda possono essere date risposte diverse.

Fatto sta che dopo anni si torna a riprendere in mano il fascicolo del risanamento acustico dell’ex Girarrosto. Lo aveva disposto il Comune di San Vincenzo a carico della società titolare del permesso di costruzione del complesso residenziale Agi Spa con l’ordinanza 37 dell’11 aprile 2018, sbagliando però il destinatario a cui venne notificato il provvedimento e rimediando con l’annullamento dell’atto in via di autotutela. Da allora niente è cambiato. Lo conferma chi con ostinazione da anni chiede una soluzione.

Il problema dei rumori resta. È dell’11 settembre 2017 la relazione dell’Arpat relativa all’indagine sull’inquinamento acustico prodotto dal traffico dei veicoli sulla variante Aurelia che ha accertato un valore della rumorosità nelle ore notturne di superamento dei limiti previsti dalla normativa. Adesso si dà il via a un nuovo monitoraggio. Lo dispongono gli uffici del Comune di San Vincenzo con la determina 558 del 20 luglio con cui si affida l’incarico alla STI Engineering Srl di Livorno.

Un passo obbligato l’incarico a una società specializzata. «Arpat non ha ritenuto procedere con le nuove rilevazioni, in quanto venivano ritenuti validi i precedenti rilievi», si legge nella determina.

Si è imboccata dunque un’altra strada. Motivo? «Le condizioni del manto stradale e del traffico» sulla Variante Aurelia, si legge nella determina, «possono essere mutati e pertanto si ritiene necessario ripetere le indagini avvalendosi di professionisti specializzati dotati di idonea attrezzatura».

Il rumore non è una questione da poco. Riporta alle segnalazioni di Guido Pozzana – che sulla collina dell’ex Girarrosto ha un appartamento di proprietà – alla Procura di Livorno di abusi edilizi e irregolarità urbanistiche finite al centro dell’inchiesta Albatros. Quella che il 9 marzo, dopo una lunga indagine sottotraccia, ha visto eseguite 23 perquisizioni nell’ambito dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno. L’inchiesta, che non si è ancora chiusa, coinvolge 26 persone tra amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Diversificate le posizioni e le ipotesi dei reati contestati, dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta. Fino al profilo più grave: corruzione. In scia alle dimissioni da sindaco di Alessandro Bandini, tenuto dal 9 marzo per quasi tre mesi agli arresti domiciliari, si è arrivati al commissariamento del Comune.

Le segnalazioni in Procura prendono il via quando lamentando il rumore della Variante Aurelia, che corre ai piedi della collina, Pozzana si scontra con un muro di gomma. Ha in mano le misurazioni Arpat del 2017 che attestano il superamento nelle ore notturne dei limiti di legge. «Il Comune fece fare una misurazione successiva in un giorno lavorativo d’inverno – ha detto al Tirreno Pozzana – e non nei punti individuati da Arpat, ma da dietro un edificio largo sei metri e alto dieci. Lì il rumore, a una distanza dalla strada che è doppia rispetto al mio appartamento, e con l’edificio a fare da barriera è risultato nei parametri». L’inquinamento acustico «avrebbe dovuto essere preso in considerazione al momento del rilascio del permesso a costruire – ha sottolineato – La strada a quattro corsie era già lì, a 60 metri da dove si è consentito di costruire immobili residenziali. Non è stato fatto all’epoca e neppure a richiesta dei residenti». —

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