Attenzione
«Beppe è stato come un fratello non potrò mai dimenticarlo»
Mario Gozzoli ricorda Danesin, storico ex sindaco di Rosignano «Una vita trascorsa insieme, la sua scomparsa è un dolore immenso»
l’intervento
mario gozzoli
«Ho conosciuto Beppe a fine degli anni 1940. Possiamo ipotizzare nel 1950. Lui due anni più giovane di me. Anni del dopo dopoguerra in un periodo fortemente concentrato nella ricostruzione dopo la libertà riconquistata. Periodo storico che ha condizionato entrambe le nostre esistenze, dove la nostra amicizia si è sempre più consolidata in tutte le fasi della nostra crescita personale, con una sorta di parallelismo. Il collante da subito è stata la politica, suo padre Santo è stato un comandante partigiano che operava dopo l’otto settembre 1943 nelle colline pisane. Mio padre lavorava in fabbrica soc. Solvay operaio giornaliero e nella pause, in modo riservato, nelle ore più impensate faceva il collegamento con le formazioni partigiane, il così detto patriota. I nostri genitori continuarono negli anni successivi la loro attività politica nella sezione del Pci, che permise il nostro coinvolgimento nelle formazioni giovanili, Pionieri, federazione Giovani Comunisti e successivamente aderenti la Pci. Ricordo quei periodi con intensità. C’è stata solo una pausa temporale, un distacco da Beppe, quando terminai le scuole tecniche, corrispondenti alle scuole professionali. Non trovando un lavoro aderente alla mia formazione professionale decisi di migrare al nord in cerca di occupazione. Al tempo avevo 19 anni. Ritornato a casa ripresi la mia attività all’interno del Pci con i miei vecchi compagni. Con entusiasmo affrontai il mio nuovo lavoro, come turnista (craking-ck). Vivendo la fabbrica in prima persona mi venne naturale dedicarmi all’attività sindacale. Era il periodo più intenso e movimentato, ci stavamo avvicinando al fatidico 1968, le grandi lotte operaie per la conquista dei diritti economici per il lavoro. Beppe in quel periodo di separazione frequentò le magistrali e si dedicò all’insegnamento a Portoferraio. Il nostro impegno si consolidò quando Beppe fu trasferito a Rosignano elle Scuole E. Solvay. Il Pci lo candidò a consigliere comunale. All’università di Firenze ricoprì la carica di assessore. Nel 1970 Beppe venne riproposto alle elezioni amministrative. Pure io fui candidato nelle liste del Pci ed eletto insieme a lui. Nelle legislature degli anni 80-85, 85-90 lui ha ricoperto la carica di sindaco, io di vicesindaco. Si consolidò un’amicizia e un coinvolgimento politico di grande responsabilità. Successivamente negli anni ’90 le nostre strade politiche si divisero, lui ricoprì la carica di assessore in provincia, io tornai a lavorare attivamente nel partito. Mai è venuta meno tra di noi quella grande volontà di perseverare in più ruoli diversi, la fiducia nella Politica, quella con la “P” maiuscola. Da quando Beppe ci ha lasciato, ho provato il dolore per una nuova ferita, altrettanto dura come quella già in precedenza provata in occasione della perdita di alcuni dei miei affetti più cari. Un amico, un compagno, un fratello, il cui ricordo mai mi abbandonerà». —
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