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«Servono dieci posti letto in più e la quarta sala operatoria»

A.R.
«Servono dieci posti letto in più e la quarta sala operatoria»

Il Pd striglia Regione e Asl: «Interventi o fra cinque anni si chiude» Polemica con Rosignano nel Cuore: «Non ha accettato le nostre osservazioni»

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ROSIGNANO. Il Pd di Rosignano striglia i vertici dell’Asl sulla situazione dell’ospedale di Cecina, oggi delle Valli Etrusche, che non può fronteggiare con questo organico e con servizi inadeguati le esigenze di una popolazione che, in estate, diventa di 300mila abitanti. Claudio Mariani, segretario dell’unione comunale e Ugo Tarchi, responsabile sanità, denunciano una situazione di stallo pericolosa, raccogliendo il grido d’allarme già lanciato da Claudio Marabotti (Rosignano nel Cuore) secondo cui – se non si cambia rotta – nel giro di cinque anni Cecina potrebbe chiudere.

Questo il messaggio contenuto nell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza nell’ultimo consiglio comunale. Odg che ricalca quello presentato da RnC “ma lo integra in alcuni passaggi chiave”, dice Mariani. Col Pd che si rammarica del fatto che “Marabotti non ha accettato le nostre integrazioni, spiegando che così si sarebbero allungati i tempi per avere un intervento, quando invece noi le ritenevamo importanti, a partire dall’inserimento del personale infermieristico nell’organico da potenziare e della riduzione delle possibilità per i medici dipendenti del servizio pubblico di accedere ad attività di libera professione”. Al netto della polemica politica fra Pd e RnC, consumata col voto in consiglio, quel che emerge dal documento della maggioranza è un forte richiamo ad Asl e Regione su tre punti essenziali: «E’ fondamentale _ dicono Mariani e Tarchi _ aumentare di almeno 10 posti letto le dotazioni per consentire le degenze chirurgiche e ridurre le liste d’attesa». «Solo per l’ordinaria si fanno 4-5 fratture la settimana. Venti posti complessivi sono insufficienti». L’altra questione è l’apertura della quarta sala operatoria di cui si parla da almeno due anni. «Qui si tratta di spostare l’ellettrofisiologia all’interno della cardiologia. Ma soprattutto – spiegano Mariani e Tarchi – qui c’è un problema di dotazioni organiche insufficienti». Perché per aprire sale operatorie servono anestesisti. «Ecco perché - dice Tarchi – insistiamo per avere un’unità di Rianimazione invece di avere anestesisti che arrivano da fuori». C’è poi l’esigenza di adeguare il pronto soccorso che, soprattutto in estate, è sollecitato da decine di interventi che aumentano. Lo stesso Tarchi chiude con una nota polemica verso la Regione che “spende 12 milioni per sistemare la Nefrologia di Pontedera quando a meno di un quarto d’ora d’auto c’è la miglior Nefrologia toscana». Un chiaro invito a Firenze a non snobbare Cecina e Piombino che devono contare di più, in un’ottica “che guarda all’ospedale di Livorno e alle sue specialistiche”. —

A.R.

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