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Il busto del suo maestro vigila sul laboratorio con oltre 90 anni di storia

Federica Lessi
Il busto del suo maestro vigila sul laboratorio con oltre 90 anni di storia

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cecina. L’espressione vigile, con gli occhi attenti dietro gli occhiali, sembra sorvegliare il suo amato laboratorio. Qui Renzo Bitossi modellava la terracotta fin da bambino, quando nel 1929 – allora aveva 5 anni – il padre Luigi fondò la manifattura che ancora oggi produce vasi e oggetti di artigianato artistico.

Il busto-ritratto realizzato in terracotta dallo scultore Antonio Fiengo è esposto proprio nel laboratorio, che conserva una passione passata di mano in mano.

A questo aspetto artigianale si riferiscono le mani nella scultura di Bitossi, staccate dal corpo e protese in avanti come a proseguire la tradizione di famiglia: sono modellate su quelle vere dei generi di Renzo, Moreno Agosti e Fabio Cherubini, che oggi portano avanti l’attività con le figlie Lucia e Giovanna. Accanto a loro la moglie Bruna, arzilla ultranovantenne, che ha supportato il marito per cinquant’anni nell’azienda. Terrecotte Bitossi ha una storia lunga e affascinante legata ad una famiglia toscana.

L’impresa è attiva a Montelupo dal Settecento. Il nonno di Luigi produceva coppi per olio e conche smaltate per il bucato quando il giovane fu mandato a Cecina a fare il servizio militare. Restò colpito dalla zona lungo il fiume e da quell’argilla nelle pozze formate dagli allagamenti delle piene, tanto che quando volle mettere in piedi una fornace tutta sua decise di tornare a prenderla.

Arrivò direttamente da Montelupo in bicicletta, con un sacco di juta per portarne via un po’. Scoprì che funzionava benissimo e Luigi si stabilì a Cecina per dare vita alla Fornace Bitossi. «Quando la Forestale gli commissionò una grande quantità di vasetti, furono messi al lavoro anche i ragazzi, i fratelli Renzo e Oreste – racconta Bruna – da allora mio marito dopo la scuola veniva qua e metteva i mattoni sull’aia». Nel 1962 il padre consegna il testimone a lui e al fratello, poi scomparso negli anni Ottanta. Sono decenni che trascorre a cavare argilla dalle pozze lungo il fiume, per poi lavarla, depurarla e modellare vasi e mattoni, sistemare il forno, dare fuoco alle fascine e cuocere per giorni interi.

«Renzo scendeva nel laboratorio di prima mattina e faceva “da sole a sole” – ricorda la figlia Lucia – qui sembra di vederlo ancora al lavoro». Bitossi, classe 1924, scomparso nel 2012, è infatti ritratto da Fiengo in canottiera, la sua divisa da lavoro per tanti anni.

«L’idea dell’opera è nata quando venni qui a cuocere il busto-ritratto di Sirio Bandini (oggi al Centro Espositvo del Comune, ndr) – spiega Fiengo – avevo con la famiglia Bitossi un rapporto di lunga conoscenza e di affetto, quindi restammo d’accordo per realizzare il busto di Renzo. Ho modellato un blocco di argilla e cotto nel forno il ritratto, le mani invece sono di gesso acrilico realizzate sul calco di quelle dei generi, come a rappresentare una continuazione simbolica della sua attività». Terrecotte Bitossi ha infatti festeggiato ottant’anni di attività nel 2012 e prosegue la produzione con il contributo estivo dei nipoti, sotto lo sguardo attento di Renzo, immortalato nella sua terracotta. —



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