La manifestazione
Testa nuova per il caprone Blitz in paese di Moradi
L’artista fiorentino, autore di due sculture in legno, torna a Bibbona per rifare la testa mancante distrutta dai vandali dopo l’installazione
Francesca Lenzi
BIBBONA. Il caprone ha di nuovo la testa. L’aveva persa alcuni giorni fa, per colpa di qualcuno che ha pensato bene di divertirsi staccandogliela dal resto del corpo.
Niente di truculento, sia chiaro. Il caprone era fatto tutto di legno e nessun animale è stato realmente maltratto in un episodio che, comunque, rivela un aspetto inquietante e assolutamente da condannare.
Facciamo un passo indietro.
Un paio di settimane fa ha messo piede a Bibbona l’artista Sedicente Moradi, chiamato dalla pubblica amministrazione, su intercessione di un architetto della zona, per la realizzazione di due sculture: il capro di Bibbona, ispirato alla statuetta etrusca di fine VI secondo a.C., e un cervo. Entrambi fatti con i legni che il Sedicente Moradi ha trovato sulla spiaggia di Marina. Per poi trasportare il tutto nelle collocazioni scelte dal Comune: il caprone all’ingresso del paese, accanto alla chiesa di Santa Maria della Pietà, il cervo in via dei Melograni, a Marina.
Il caprone, tuttavia, è stato presto vandalizzato, creando il malumore fra i bibbonesi. Lo stesso sentimento ha toccato anche il Sedicente Moradi. «Mi è dispiaciuto ma ho trovato anche eccessive le denunce e i video delle telecamere sollecitati per scoprire il colpevole – le parole dell’artista, originario di Firenze, al secolo Lorenzo, ma non gli va chiesto il cognome perché tanto non lo dice – Lorenzo me l’hanno dato babbo e mamma. È bellissimo ed è mio, ci pago le tasse e via dicendo. Però voglio essere conosciuto con il nome d’arte. Fra l’altro Moradi ha una storia buffa. È il nome vero di una persona che incontrai in Spagna e mi rubò tutto. A ogni modo, tornando a Bibbona, mi era dispiaciuto per il caprone. Il responsabile della decapitazione si era pure impegnato molto, visto che mancavano alcune viti. Insomma, c’ha messo del tempo per compiere questo furto d’arte. Per questo motivo, tre giorni fa, ho fatto un blitz nel paese. A Firenze era un caldo mortale e ho pensato “vado a fare un bagno in mare e approfitto per rimettere la testa al caprone”.
Non mi riusciva di dormirci la notte, altrimenti – afferma fra il serio e il sorriso Lorenzo, diplomato all’Accademia delle Belle Arti e artista di professione – Di solito mi chiamano nei posti e io vado. E quello che creo, resta al committente, al Comune nel caso delle opere di Bibbona».
Lo stesso sindaco, Massimo Fedeli, ha ringraziato su Facebook il Sedicente Moradi per la nuova testa del capro: «La testa del caprone, interamente realizzato con legni recuperati sul territorio, era stata oggetto di un incomprensibile atto di vandalismo», ha aggiunto il primo cittadino di Bibbona.
«È così, io lavoro con quello che trovo nel luogo dove vado – spiega Moradi, che definisce i suoi lavori linee disegnate – L’ho fatto sulla spiaggia di Marina, come un naufrago. Ha un senso per me. Di fatto ho valorizzato quei pezzi di legno che erano lì, sotto gli occhi di tutti. Il gioco è questo: vedere il bello che abbiamo intorno. Cerco sempre di inserirmi nell’ambiente. Lavoro con le potature e ogni scultura ha la sua storia. Se si rompono o altro, pazienza, se ne farà un’altra. L’importante è l’immaginazione e la capacità di meravigliarsi della gente» —
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