La manifestazione
«Quella strada ha un valore storico e non va declassata»
Appello di Legambiente Costa Etrusca per un ripensamento del futuro della Svp 32
l’intervento
Legambiente Costa Etrusca Castagneto Carducci «è stata sempre contraria al declassamento della strada Svp N°32, perché aveva e ha valenza storica, ambientale, rappresenta una possibilità di mobilità nel territorio (sopratutto adesso che sta prendendo campo un tipo diverso di turismo) a sud del Comune di Castagneto, salvaguardia degli eremi storici, collegamento alla valle delle Rozze, dove esistono le proprietà pubbliche degli acquedotti storici di Castagneto, infine per possibili fini di protezione civile».
Così si esprime in una nota Legambiente Costa Etrusca Castagneto Carducci, secondo cui «non è vero che la strada s’interrompe nel Poggio alla Sughera, come sostenuto nel ricorso delle proprietà (che il comune ha accettato): negli atti cartografici del piano strutturale questa ha uno sbocco naturale nella valle delle Rozze. È vero che la strada “Conte Gaddo” s’interrompeva a Poggio della Sughera per poi proseguire e collegarsi con la strada pedemontana dei conti Walfredo e Guido Novello della Gherardesca. Quest’ultima infatti era utilizzata per il trasporto, fino agli anni 1985, dei blocchi di marmo del Romitorio ai confini col Comune di San Vincenzo per poi raccordarsi alla strada della Valle e San Carlo».
L’associazione spiega che «dagli elaborati cartografici del 1933 dell’Istituto Geografico militare, la strada è ben cartografata e tale tracciato fu ampliato negli anni 1980, per dar luogo a una mobilità all’interno delle due proprietà: una per fini di controllo della proprietà, l’altra per il trasporto con mezzi pesanti dei blocchi marmorei estratti dal monte Romitorio. Il Piano strutturale del tempo, proprio per non isolare questa parte del territorio comunale, costituito da boschi biotopi e dal parco archeologico della Torre, ha mantenuto tale tracciato».
Quindi per Legambiente è comprensibile «che dopo circa 14 anni d’inutilizzo la strada si sia ridotta ad un sentiero ma come espresso dalle leggi vigenti essa è considerata sempre vicinale pubblica anche se garantisce solo il passaggio di persone a piedi o in bicicletta, una volta tolti cancelli e impedimenti che ne hanno bloccato l’accesso finora. A nostro avviso il declassamento rimane un errore, anche se l’Amministrazione comunale sostiene che a breve avrà intenzione di presentare un piano coordinato per valorizzare questo lembo della Maremma settentrionale, poiché sappiamo per esperienza che “a breve “nei pubblici percorsi burocratici possono trascorrere molti anni, decine di anni».
«Oggi purtroppo – conclude Legambiente – il monumento della Torre, gli scavi archeologici effettuati nel passato quelli che potrebbero ancora essere fatti e il fantastico paesaggio rupestre dei Monti della Gherardesca sarà precluso come lo è stato negli ultimi anni. Pensiamo invece che un confronto aperto tra società civile, proprietà e Amministrazione comunale potrebbe portare vantaggi per tutti, per raggiungere insieme obiettivi culturali ed economici che questo territorio potrebbe offrire». —
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