Il dolore
Prendi un libro e lasciane uno Sei postazioni per la cultura
san vincenzo. Si prende il libro in prestito, si legge e poi si restituisce. Si può anche decidere di portarne uno proprio, che a sua volta verrà preso in prestito e restituito. Sono arrivate anche a San Vincenzo le “little free library”, piccole biblioteche libere a disposizione di tutti: residenti, passanti, turisti. Si tratta di casette in legno colorate con all’interno libri per tutti i gusti: classici, per ragazzi, romanzi, gialli, narrativa. Il progetto è stato avviato dall’ufficio Ambiente del Comune di San Vincenzo in collaborazione con la biblioteca Giorgio Calandra.
Tetto spiovente, resistente alla pioggia e alle intemperie, come rifugio per i libri donati da cittadini privati e facilmente accessibile a tutti, gratuitamente. Le sei mini biblioteche si trovano al Passaggino, ai cancelli 4 e 5 del parco naturale costiero di Rimigliano, a San Carlo all’altezza della pensilina degli autobus, sul viale della Principessa nel parco sul lato nord all’altezza del fosso delle Prigioni, e alla Conchiglia.
Il movimento delle “little free library” nasce negli Stati Uniti nel 2009 e grazie a Todd Bol, il primo a costruire la cassetta per libri accessibili a tutti gratuitamente, si è diffuso in Europa e in Italia. Ad oggi se ne contano più di 50mila. L’obiettivo è quello di favorire il libero scambio dei libri al fine di incentivare la lettura. Sul territorio comunale di San Vincenzo nelle scorse settimane sono apparse le sei piccole casette di legno con all’interno alcuni testi di vario genere. Libri che, appunto, possono essere liberamente scambiati. Si tratta infatti di piccole biblioteche a cielo aperto, testimoni di uno scambio di cultura finalizzato anche al riuso e al riutilizzo dei libri che hanno una durata infinita. E che anziché essere gettati possono continuamente trovare spazio in queste casette a disposizione di tutti.
A dare il là al progetto è il Comune di San Vincenzo. Adesso, per far sì che funzioni e magari possa crescere con nuove postazioni, dipenderà dalla collaborazione dei cittadini. Le sei postazioni sono state collocate in luoghi aperti e in prossimità di panchine. La sfida è di fare in modo che possano essere vissuti anche come luoghi di cultura e approfondimento. –
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