Il Tirreno

l’allarme di centro trasfusionale e avis 

«Manca sangue in ospedale servono nuovi donatori»

M.F.

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CECINA. Manca il sangue e la responsabile del centro trasfusionale dottoressa Carolina Senatore ha lanciato l’appello. Il problema non riguarda solo Cecina, ma l’intera regione, perché in quest’ultimo anno e mezzo il quadro sociale è cambiato a causa della pandemia e delle sue conseguenze.

Lo ha confermato anche Eleonora Ghignoli, presidente della sezione cittadina dell’Avis eletta a maggio. «Prima dell’emergenza sanitaria – hanno spiegato – avevamo raggiunto quota 2mila donatori attivi, ma da quando sono ricominciati i viaggi e gli spostamenti la crisi si è acuita». La carenza non riguarda soltanto il sangue, ma pure il plasma e, sebbene non manchino le preoccupazioni, l’obiettivo è raggiungere l’autosufficienza in tutta Italia. Senatore e Ghignoli ricordano che l’estate è da sempre un periodo difficile e i dati della Toscana evidenziano che la situazione va tenuta sotto controllo. Non esiste, ad oggi, un gruppo sanguigno più consistente di un altro: la soglia critica è la stessa.

Qualche dato aiuta a capire meglio: nel 2020, tra plasma e sangue, le donazioni sono state 2873. Nel 2021, sempre a due giorni fa, 2753, registrando così una flessione. Del resto, nel mese di giugno l’Avis di piazza Alessandrini ha visto 53 donazioni in meno nello stesso periodo, mentre l’attività delle sale operatorie è ricominciata e occorre disponibilità costante. Gli interventi chirurgici sono stati bloccati e rallentati dal coronavirus: ora sono ripresi e, con loro, il calcolo delle unità da assegnare. Nel 2020 le sacche di globuli rossi consegnate sono state 1083. Quest’anno già 1214, e i numeri certificano che il bisogno cresce a fronte del calo dei donatori.

La dottoressa Senatore e i suoi collaboratori ricordano che, dal 2015, la procedura è cambiata e prima di accedere alla sala prelievi è necessaria la valutazione dello stato di salute.

«In sezione a Cecina – prosegue la presidente Avis Eleonora Ghignoli – possiamo contare su 1975 donatori attivi, ossia persone che rispettano le scadenze e si presentano con periodicità al centro. Sono al lavoro con il consiglio da pochi mesi, ma sono soddisfatta in quanto la squadra è buona, posso contare su persone esperte e ragazzi giovani in grado di proporre idee nuove. Certo, il periodo con cui tutti ci siamo confrontati è stato complicato e anche noi siamo stati fermi per via delle numerose restrizioni. Preso atto della situazione, speriamo di ripartire e trovare la normalità che ci manca. Dico grazie alla segreteria del sodalizio, perché è precisa ed efficiente e, complici le telefonate rispettando il calendario, riempie l’agenda delle prenotazioni garantendo il flusso regolare in ospedale». La speranza, conclude la presidente, «è organizzare qualche evento collaborando con altre realtà cecinesi, trovare donatori e riprendere l’attività a scuola». —

M.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Michele Falorni

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