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ROSIGNANO. «Tra cinque anni l’ospedale di Cecina sarà chiuso (e anche quello di Piombino): e non è uno scherzo». Non potrebbe essere più tagliente l’attacco di “Rosignano nel Cuore” che mette l’accento sul fatto che «l’ospedale delle Valli Etrusche (ospedale unico suddiviso sui due presìdi di Cecina e Piombino) si trova con frequenza crescente ad affrontare delle gravi emergenze gestionali legate alla carenza di personale medico». Nel mirino della lista civica stavolta è la denuncia della «gravissima sofferenza unità operative e servizi fondamentali»: nefrologia e cardiologia di Piombino, radiologia, ginecologia e laboratorio analisi di Cecina.
«Sulla base dei prossimi pensionamenti e trasferimenti dei dirigenti medici – viene sottolineato – è possibile prevedere future situazioni di crisi per molte altre unità operative in entrambi gli stabilimenti ospedalieri». Le ragioni stanno in «alcune decisioni prese a livello nazionale e regionale negli ultimi anni». Quali? Uno: «grave carenza di medici specialisti legata ad una programmazione palesemente (e volutamente?) errata dell’accesso alle Scuole di Specializzazione universitaria». Due: «definanziamento severo e progressivo della sanità pubblica, con spostamento degli investimenti verso l’interazione pubblico/privato». Tre: «accentramento dei servizi sanitari, a scopo di risparmio, con riduzione in ospedali periferici».
Risultato: alla fine del percorso di specializzazione un medico «deciderà pressoché invariabilmente di accettare incarichi in ospedali grandi, capaci di fornirgli maggiori garanzie di crescita professionale». Perciò le situazioni di carenza di medici sono «inevitabilmente destinate a ripetersi in modo sempre più grave».
O c’è un cambiamento di rotta, dice la lista civica, o i nostri ospedali di Cecina e di Piombino «diventeranno tra pochi anni sede di pronto soccorso, medicina e chirurgia di base, strutture per malati cronici, servizi ambulatoriali». Avverà anche per «tutti gli ospedali medio piccoli, con la differenza che i nostri rispondono alle esigenze di una popolazione molto vasta (150mila abitanti, che diventano 180mila se ci aggiungiamo quelli dell’Alta Val di Cecina, che diventano mezzo milione durante l’estate)».
Il gruppo consiliare Rosignano nel Cuore ha presentato un ordine del giorno per chiedere al consiglio comunale di: 1) esprimere al Presidente della Regione Toscana ed all’assessore alla sanità «fortissima preoccupazione per il futuro dell’Ospedale delle Valli Etrusche»; 2) invitarli per tale ospedale a avviare «un immediato censimento delle dotazioni organiche mediche teoricamente ottimali, di quelle attuali e di quelle stimate per i prossimi 5 anni in base alle previsioni di pensionamento».
Il consiglio dovrebbe invitare presidente e assessore a iniziative urgenti che «coinvolgano governo nazionale e università, al fine di: a) ottenere «finanziamenti straordinari finalizzati all’aumento della dotazione strumentale dei due stabilimenti ed alla incentivazione economica, sufficienti a rendere attraente, per i giovani specialisti, gli eventuali incarichi presso l’Ospedale delle Valli Etrusche»; b) concordare con le Università «il trasferimento degli specializzandi degli ultimi anni presso le sedi dell’Ospedale delle Valli Etrusche», così da far loro terminare il corso di specializzazione durante un periodo di “formazione operativa”; c) rivalutare «in modo critico e innovativo» la distribuzione dei servizi sanitari ospedalieri sul territorio regionale, «evitando gli accentramenti di servizi ridondanti nella prossimità dei grandi centri ospedalieri». —
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