Il dolore
Torre di Donoratico, la strada da uso pubblico sarà privata
La proposta dell’amministrazione comunale sulla base di un parere legale Contrari la consulta del Territorio sostenibile e Legambiente Costa etrusca
Manolo Morandini
CASTAGNETO. Restano il numero e il tracciato. Ma il passo sarà sbarrato. È questione di ore o poco più. Il numero è il 32, quello che individua nella toponomastica la strada vicinale della Torre di Donoratico. A cambiare è la sua classificazione: da uso pubblico a privata. Tradotto, non si potrà più percorrere liberamente. Il declassamento verrà proposto al voto del consiglio comunale nella seduta di domani. Se passerà c’è un risultato immediato: la chiusura al pubblico. Mentre per tornare a visitare la Torre da vicino il percorso è ancora da costruire.
Il tracciato è quello che dalla strada comunale dei Cannoni dovrebbe permettere di salire al monumento medievale della Torre di Donoratico. Il transito da quando ha chiuso il ristorante sulla cima del colle, a due passi dall’area di scavo, è sempre risultato indigesto. Al punto che più di una volta sono comparsi catene e cancelli per sbarrare il passo.
L’ultimo atto del Comune di Castagneto Carducci è l’ordinanza del 3 ottobre 2019 con cui si intima alla proprietà di garantire il libero accesso. Apertura a cui è seguito a ruota il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana. Lo aveva annunciato a caldo Gaddo della Gherardesca, tra i proprietari dei terreni su cui insiste la strada: «Prenderemo le vie legali affinché quel tracciato sia riconosciuto per ciò che è veramente: cioè una strada privata».
L’atto di declassamento più di una volta si è affacciato in consiglio, salvo fargli fare marcia indietro. Domani, invece, pare la volta buona. Le resistenze di chi non vuol sentire ragioni ad archiviare un diritto pubblico senza battere un colpo sono già state messe da parte. Nella riunione della consulta comunale per un Territorio sostenibile del 14 giugno l’amministrazione Scarpellini incassa il parere contrario della Consulta e quello di Legambiente Costa Etrusca.
«Ci sono ragioni giuridiche solide – afferma la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini –, che ci sono state rappresentate nel parere legale che abbiamo richiesto. Non ci sono i presupposti per fare opposizione al ricorso contro l’ordinanza presentato al Tar». Che aggiunge: «Al di là della legittima posizione delle associazioni non c’è alcuna soddisfazione nel portare al voto questo atto. Si tratta di un passaggio che tiene conto di legittimi interessi privati, che non possono essere sacrificati». L’invito è a guardare oltre. «L’obiettivo è di arrivare a garantire la fruizione della Torre – sottolinea –. Si tratta di ripartire con lo scavo, per cui abbiamo già preso contatti con l’Università di Siena e di attivare il percorso con la Sovrintendenza per vincolare dal punto di vista archeologico quell’area. È indubbio che la Torre è di proprietà privata così come che rappresenta un bene di interesse collettivo. Credo che su questi piano si possa coinvolgere anche la proprietà».
Le argomentazioni messe sul tavolo da chi difende l’uso pubblico della strada oltre che nello specifico indicano una prospettiva: «La Regione Toscana sta investendo nello sviluppo di una rete di percorsi per il turismo lento in cui si può inquadrare quella strada». E per sgombrare da possibili equivoci: «La presenza di cancelli non inficia il diritto di uso pubblico del passaggio che non deve essere, come spesso è interpretato, di tipo carrabile ma può anche essere solo pedonale, per biciclette e cavalli». —
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