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Girarrosto, demolito lo storico edificio

Manolo Morandini
Girarrosto, demolito lo storico edificio

Non c’è più traccia del castello inventato da Lelo Livi Sull’operazione avviata nel 2009 la lente della Procura

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Cambia il colpo d’occhio. Sulla collina dell’ex Girarrosto, all’ingresso nord di San Vincenzo, sparisce l’edificio che le ha imposto il nome. Quel castello inventato da Lelo Livi nel secondo dopoguerra, in pietra e mattoni, con archi e bifore, sulla cima del colle dell’Acquaviva, a dominare la pianura e l’azzurro del mare.

Per attori e cantanti, politici e uomini d’affari era la meta abituale lungo la direttrice Roma-Viareggio, per gustare un’ottima grigliata o della cacciagione. Erano gli anni Sessanta e niente avrebbe fatto pensare che in futuro la vita di quel locale di culto avrebbe attraversato anni difficili, di abbandono e demolizione. Fino a prestare il nome a uno dei capitoli dell’inchiesta della Procura di Livorno che stando all’ordinanza del Gip il 9 marzo ha fatto scattare perquisizioni e provvedimenti cautelari e vede 26 persone indagate a vario titolo, tra amministratori, dipendenti comunali, politici, tecnici e imprenditori. Maxi indagine a cui sono seguite le dimissioni da sindaco di Alessandro Bandini e il commissariamento del Comune.

La demolizione è prevista dal 2009. La convenzione firmata quell’anno tra Comune e Agi Spa, riconducibile a Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini, entrambi indagati nella maxi inchiesta, prevede prima la costruzione di un complesso turistico ricettivo e dopo di quello residenziale. Così non è stato. A oggi l’unico segno che potrebbe aprire il cantiere per la parte ricettiva sono quei lavori per abbattere il vecchio edificio e la rimozione delle macerie. Ma di fatto in 12 anni il cantiere per l’albergo non è mai iniziato, eppure doveva essere completato in tre anni. Nel Palazzo comunale nessuno sembra accorgersene. L’inchiesta della Procura avrebbe accertato che l’obiettivo è di trasformare le volumetrie turistico ricettive in residenziale.

C’è dell’altro nella vicenda dell’ex Girarrosto. In questi anni in quell’area sono stati edificati gli immobili del complesso Castel del mare. Anche su questi la Procura ha acceso i riflettori. I garage sono stati costruiti fuori terra anziché al piano seminterrato, così da «consentirne il cambio di destinazione in uso abitativo», si legge in un passaggio dell’ordinanza del Gip di Livorno del 9 marzo. In tutto 12 su 16 garage. E a proposito dell’obiettivo di trasformare anche le volumetrie turistico ricettive in residenziale si contesta che così facendo sarebbero stati favoriti «gli interessi privati della famiglia Lazzerini – scrive il Gip del tribunale di Livorno – che realizzava un ingiusto vantaggio patrimoniale dalla vendita degli appartamenti che non avrebbe potuto edificare nonché con la costruzione di altri due fabbricati con destinazione alberghiera ma aventi la conformazione di unità immobiliari di tipo residenziale».

Tornando ai lavori in corso dal Palazzo comunale di San Vincenzo precisano che rientrano tra quelli previsti dalla concessione in essere. La demolizione del nucleo storico dell’ex Girarrosto è il passaggio a cui seguirà il recupero delle volumetrie a uso turistico ricettivo. Non si va oltre. Anche se a preoccuparsi per l’inaspettata accelerazione sembra sia stata la Procura che nei giorni scorsi è salita sulla collina all’ingresso nord di San Vincenzo per un sopralluogo. —

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