Gioco
Non si fermano gli atti vandalici sulle postazioni di “Cecina cuore”
cecina. Quando va bene viene rotto “semplicemente” il vetro della teca. Quando va particolarmente male l’apparecchio viene tirato fuori dalla sua colonnina e lanciato a terra. Nel giro di pochi giorni a Cecina sono stati vandalizzati due dei tanti defibrillatori pubblici sistemati in giro per la città: entrambi posizionati nella zona del Villaggio Scolastico. Non è la prima volta. Era già successo in piazza Guerrazzi. E questo è solamente uno dei tanti esempi che potrebbero essere riportati.
«Abbiamo visto tutti, in diretta tv mondiale, quello che è in grado di fare un defibrillatore (il riferimento è al malore del calciatore Eriksen durante una partita degli Europei ndr). Può salvare una vita - dice Andrea Santini - Averne uno a disposizione e vandalizzarlo è uno schiaffo alla grande potenzialità che questi strumenti hanno».
Senza contare che ripararli ha un costo. E considerando che molti dei defibrillatori di Cecina sono di proprietà comunale, è una spesa che si riversa sulla collettività. Dalla Pubblica Assistenza di Cecina spiegano che riparare un defibrillatore ha un prezzo che varia dai 50 ai mille euro, a seconda del problema.
E non sarà di certo una cifra bassa, quella che dovrà essere investita per risistemare il defibrillatore preda dei vandali al Villaggio Scolastico, ultimo danneggiato in ordine di tempo. «Si tratta dell’apparecchio posizionato vicino allo skate park - racconta Andrea Santini - Qualcuno ha spaccato l’armadietto e l’ha preso. È stato poi ritrovato, rotto, nel perimetro della piscina comunale». Pochi giorni prima era stata infranta la teca del defibrillatore vicino a via Napoli, sempre in zona Villaggio Scolastico. In quel caso l’apparecchio non è stato sfilato dalla sua colonnina, ma il danno c’è e lascia l’amaro in bocca. Anche perché, costi a parte, la riparazione di un defibrillatore richiede del tempo, che varia a seconda dell’entità del danno. E in questo periodo le colonnine rimangono scoperte. Un servizio in meno alla comunità e un rischio per tutti. Perché, come dice Santini, «un defibrillatore a disposizione può salvare la vita». —
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