Gioco
A Vada gli orti comunali lasciati senz'acqua, i titolari: «Ingiusto far morire le nostre colture»
I 30 titolari dei terreni alle porte del paese avviano anche una raccolta firme. L'assessora Prinetti: «Problema di tubazioni, a breve ci sarà un sopralluogo»
VADA. Hanno piantato pomodori, zucchine, melanzane e fragole. Ma adesso, con l'avvio della stagione calda, si trovano ad avere grosse difficoltà a innaffiare le loro colture. E così hanno deciso di chiedere chiarimenti all'amministrazione, a cui di fatto fanno capo le tubature che portano l'acqua ai loro appezzamenti di terreno.Sono i titolari degli orti comunali di Vada, trenta appezzamenti di circa 200 metri ognuno, che in buona parte sono stati dati in gestione ad altrettanti residenti del posto. Persone che, dopo aver ripetutamente chiesto spiegazioni all'amministrazione, hanno deciso di mettere le loro lamentele per scritto. E così la scorsa settimana hanno inviato al Comune una petizione, per chiedere «un intervento per risolvere il problema quanto prima, visto che la stagione estiva è ormai alle porte».«Sono mesi - spiega Piero Susini, portavoce della protesta - che l'acqua scarseggia.Lo abbiamo fatto presente all'amministrazione ma nulla è cambiato. E non ci sembra giusto. Ci hanno affidato questi terreni sociali, noi abbiamo piantato vari ortaggi e frutta e adesso non vogliamo vederli morire per mancanza di acqua».Un problema, quello della carenza idrica, che è emerso da alcune settimane.
«Da sempre - dice ancora Susini - la fornitura idrica per questi terreni viene fatta dalla società Solvay. C'è una centralina che andiamo ad attivare e poi in ogni appezzamento c'è un rubinetto specifico. Il sistema deve aver avuto dei problemi, dato che viene un filo di acqua e risulta impossibile che due persone annaffino contemporaneamente». Evidente che con l'arrivo della stagione estiva aumenterà la necessità di irrigare le colture. Ecco che i gestori degli orti comunali si sono resi conto che, non potendo contare su quantitativi adeguati di acqua, il rischio è che tra qualche giorno le piante che curano con attenzione possano morire. «E non è giusto - dice ancora Susini -, oltre a essere un controsenso: prima il Comune assegna i terreni e poi si fanno morire le colture».Dal canto suo la società Solvay fa sapere di «non aver mai interrotto la fornitura idrica», ma di essere a conoscenza del fatto. «È già in programma un sopralluogo con il Comune nei prossimi giorni», prosegue Solvay.Garantisce un sopralluogo nel giro di pochi giorni anche l'assessore al patrimonio Alice Prinetti.
«Siamo in contatto con la società - spiega - e sappiamo già che i tecnici comunali e di Solvay, all'inizio della prossima settimana, faranno un sopralluogo per capire l'entità del problema». Un sopralluogo che prima di tutto servirà per definire quale sia la problematica. «È evidente - dice ancora Prinetti - che si tratti di una questione tecnica, le tubazioni devono essere verificate. Siamo già certi che la prossima settimana sarà fatto un sopralluogo congiunto e che i residenti che hanno in gestione gli orti a breve avranno chiarimenti».«Va trovata una soluzione - termina Susini - in tempi piuttosto brevi, prima che centinaia di colture muoiano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
