Sicurezza
La uccise sulle strisce, patteggia due anni e dieci mesi
Rosignano. È il 19 dicembre di due anni fa. Roberta Barrile, 50 anni, mamma di cinque figli, maestra e appassionata di violino, attraversa via delle Cave, una delle strade più frequentate di Rosignano, specialmente nei giorni che predono il Natale.
Valerio Zummo, 26, ex calciatore tra il Gabbro e il Castiglioncello, è in auto – una Fiat Panda bianca – in compagnia della fidanzata. La cinquantenne che ha appena lasciato una delle figlie agli allenamenti di tennis e sta andando a fare alcune compere in vista di un viaggio a Londra, viene investita mentre attraversa sulle strisce pedonali.
Il conducente, invece di fermarsi, tira dritto. La donna, invece, muore poco dopo. È solo grazie ad alcuni resti dell’auto, trovati lungo la strada e ai racconti dei testimoni che hanno assistito allo schianto, che gli agenti della polizia municipale risalgono al modello e alla targa dell’auto pirata. Così il giorno successivo arrestano il conducente con l’accusa di omicidio stradale.
A distanza di un anno e mezzo dalla tragedia il giudice Marco Sacquegna ha accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e dieci mesi di reclusione a cui sono arrivati l’avvocato del ventiseienne e il pubblico ministero.
Una pena che secondo i familiari della vittima, però, «non è vera giustizia». Tanto che fino alla lettura del dispositivo si auguravano – come ha fatto presente in udienza il loro avvocato, Paolo Barabino – che il giudice «respingesse la richiesta» virando verso «un rito abbreviato».
Spiega l’avvocata dell’imputata, Lorenza Musetti, spiegando come si è arrivati al patteggiamento. «Valerio svolge con dedizione e impegno una duplice attività di volontariato, che lo ha visto impegnato anche durante il lockdown nella sanificazione delle strade e nella consegna di generi di prima necessità a persone in quarantena alla Svs di Rosignano e alla Pubblica Assistenza senza soluzione di continuità, da quando ha iniziato nei primi mesi del 2020 all’indomani della stabilizzazione dell’umore dopo il tragico evento».
Inoltre aggiunge «ha seguito e segue tuttora un percorso riabilitativo psicologico. Dal gennaio scorso sta continuando a fare beneficenza all’Associazione vittime della strada nel tentativo di fornire il proprio personale contributo a coloro che non possono neppure beneficiare di un ristoro economico conseguente a un reato stradale per mancanza di polizza assicurativa».
Oltre a questo, agli atti, è finita anche una lettera che il ventiseienne ha inviato alla compagnia assicurativa «implorando letteralmente il completo ristoro dei danni patiti dai familiari». —
F.L.
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