Sicurezza
Tra i più preziosi e ricercati ci sono i vini Bolgheri Doc
I risultati dello studio voluto dal Consorzio sui mercati nazionale ed esteri Binda: «È indicativo dell’ottimo lavoro svolto da tutti i produttori del territorio»
Divina Vitale
BOLGHERI. È stabilmente una delle denominazioni italiane più prestigiose Bolgheri e tra le più quotate sul mercato. Lo attesta uno studio specifico che ha inquadrato il valore e il posizionamento dei bolgheresi in Italia e nel mondo.
Bolgheri è la denominazione con il valore medio a bottiglia più alto d’Italia. Ed è aumentato in maniera stabile durante la pandemia da Covid-19. In particolare, in valore si è registrata una crescita dell’11 per cento per il Bolgheri Rosso e del 15 per cento per il Bolgheri Superiore. In cifre significa che un Bolgheri rosso si aggira sui 63 euro in media mentre il superiore sui 124. All’estero sopratutto nel circuito della Horeca, acronimo di hotellerie - restaurant - café, e della ristorazione stellata i prezzi possono lievitare sensibilmente.
Il Consorzio per la tutela dei vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia è oggi formato da 65 produttori, rappresentanti circa il 98 per cento dei 1.359 ettari di vigneti a Doc. Nel 2020 la produzione è stata di 6.533.359 bottiglie.
Benché il territorio sia molto piccolo, i produttori hanno saputo valorizzare al meglio le sue tante sfaccettature e in pochi anni i vini di Bolgheri sono diventati tra i più apprezzati dalla critica e dal mercato globale. L’età media delle vigne, inoltre, è di quasi 16 anni, segno che nel suo complesso il territorio è appena entrato nella sua maturità e che la qualità media della produzione delle vendemmie in uscita nei prossimi anni continuerà a salire.
Lo studio è stato voluto dal Consorzio con Crédit Agricole e Lorenzo Tersi, amministratore delegato di LT Wine&Food Advisory. In particolare, sia per il Bolgheri Rosso, che rappresenta il 64 per cento della produzione che i Bolgheri Superiore e Sassicaia, che rappresentano il 19 per cento, sono stati valutati il prezzo medio all’origine, quello a scaffale presso le principali catene della grande distribuzione in Italia, ma anche il prezzo sui principali portali di vendita online sia in Italia che all’estero e quello medio nelle carte vini del mondo (Londra, New York, Zurigo, Toronto, San Francisco, Mosca, Hong Kong, Dubai). Il periodo di riferimento dell’analisi è stato tra gennaio 2020 e aprile 2021.
«Gli esisti di questo esaustivo studio sono molto confortanti – afferma il direttore del Consorzio di Bolgheri Riccardo Binda – tanto più perché riguardano questo ultimo anno e mezzo di difficoltà globali a tutti livelli. Il fatto che la denominazione sia riuscita ad affermarsi ancora di più a livello di valore, sia in Italia che nel mondo, è indicativo dell’ottimo lavoro svolto da tutti i produttori del territorio, che perseguono la stessa strada, quella della massima qualità». Che aggiunge: «Come Consorzio non possiamo che essere orgogliosi dei nostri soci e il nostro compito è fare il possibile affinché questo virtuoso percorso prosegua così anche nel futuro».
Sulle ragioni del prezzo medio molto elevato della Bolgheri Doc rispetto ad altre denominazioni molto più grandi e con molti più anni di storia non ha dubbi Giovanni Geddes, amministratore delegato di Ornellaia & Masseto. «Credo che la risposta sia molto semplice – sostiene –: la denominazione di Bolgheri è nata sulla base di tre grandi vini, Sassicaia, Ornellaia e Guado al tasso Antinori, per cui è partita dalla punta della piramide per poi allargarsi su una base più ampia, ma che ha immediatamente goduto dell’immagine già consolidata». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
