Il Tirreno

tennis: il caso all’istituto Parini 

Le prof e Musetti: «Un ragazzo studioso»

Michele Falorni
Le prof e Musetti: «Un ragazzo studioso»

Ma la data della maturità è un mistero. Lui preme per allenarsi, la commissaria d’esame: «Valuteremo la situazione»

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cecina. L’esame di Stato del tennista Lorenzo Musetti diventa un giallo. Con l’allenatore Simone Tartarini che ritiene la scuola non propensa ad aiutare lo sport e con la presidente di commissione, la professoressa Daniela Pieruccini, che dice di non essere stata informata del caso in questione. «Ma valuteremo la situazione - afferma - per cercare di conciliare i vari aspetti, qualora fosse possibile». Questo, comunque, non prima di lunedì, quando è in programma una riunione al Parini, istituto con cui Musetti sosterrà l’esame di maturità. Ricordiamo che se la data per l’esame fosse fissata troppo in avanti, la sua preparazione per Wimbledon, al via il 28 giugno, rischia di saltare. Per questo il suo coach si è infuriato. Cresciuto al Centro tecnico nazionale della federazione a Tirrenia, Musetti completerà il percorso di studi appena conoscerà la data del colloquio. Il tempo stringe, perché tra un campionato e l’altro la pausa è breve e lui, per via degli impegni scolastici, non può allenarsi sull’erba londinese. Partirà soltanto pochi giorni prima per l’Inghilterra. Nella sede amministrativa del Parini ieri mattina erano presenti l’amministratrice delegata Elda Salvatori, la coordinatrice didattica Martina Tognotti e le dirigenti Rita Micheletti e Monica Giuntini, che in questi anni hanno seguito Musetti. Lunedì è in programma la riunione con la presidente di commissione, Daniela Pieruccini, alla quale spiegheranno il caso per valutare il giorno in cui Lorenzo, nato a Carrara, si presenterà in aula dove sosterrà – forse il 21 o il 22, ma è un’ipotesi – l’esame di stato. Non è prevista nessuna prova scritta, ma solo gli orali.

«È sempre stato studioso – raccontano le insegnanti – e volenteroso. Un ragazzo per bene, intelligente e umile, che come i compagni ha seguito le lezioni in didattica a distanza a causa della pandemia e in presenza quando la situazione lo ha permesso». Musetti a Parigi, all’esordio in uno Slam – il secondo dei quattro tornei più famosi del pianeta – ha incontrato negli ottavi sua maestà Djokovic.

«Ed è venuto a raccontarlo agli studenti di terza, che gli hanno posto tante domande – ha detto Monica Giuntini – alle quali ha risposto descrivendo la partita». Per più di due ore l’azzurro ha dominato il numero uno del mondo, poi si è ritirato al quinto set per un problema fisico, dimostrando però non trascurabile capacità di gestire la pressione legata alla prima volta in uno dei santuari del tennis e allo spessore dell’avversario, strappando applausi non solo agli addetti ai lavori. «È capace e socievole – concludono le dirigenti della scuola cecinese – e lo ha dimostrato più volte, anche con la presenza». Tra la terra rossa del Roland Garros e l’erba mitica di Wimbledon cara agli esteti del gioco, ci sono gli esami di stato. Non una semplice sfida, ma una prova di maturità. —

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