Il Tirreno

l'intervista

L'allenatore del basket Cecina contro la Lega: «Hanno falsato le regole danneggiandoci»

Giulio Corsi
Roberto Russo
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Roberto Russo

Roberto Russo: «Hanno mortificato la squadra più giovane d'Italia. Ora ci saranno ritorsioni contro di me, ma il basket deve cambiare»

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CECINA. Roberto Russo, allenatore di Cecina. Cosa è successo dopo l'intervallo dello spareggio con Ozzano? Siete crollati e la B è svanita...
«Non si può riassumere nei 40 minuti di mercoledì l'analisi della partita».

Cosa vuol dire?
«Al PalaPoggetti sono successe le stesse cose successe dal 2 maggio. Ci siamo spenti, come ci eravamo spenti domenica scorsa in Emilia».

Che motivazione dà?
«Ci sono state problematiche e circostanze che hanno fatto sì che la squadra, dopo un mese di stop, non abbia ritrovato l'equilibrio che ha avuto per tutto l'anno e che avrebbe dovuto avere soprattutto nelle partite finali. Non so se avete mai provato il senso di frustrazione di quando non si riesce a fare ciò che si faceva prima... Per i ragazzi è stato enorme: purtroppo una squadra giovane come la nostra deve allenarsi dando continuità non solo al lavoro tecnico ma anche alla parte di sintonia. E invece...».


Colpa del Covid...
«Non del Covid. È colpa delle poche idee che avrebbero dovuto tutelarci dalla problematica Covid e che non ci hanno tutelato. Se a nessuno, dirigenti, giocatori, presidenti, quel che è stato fatto va bene un motivo ci sarà».


Cosa doveva essere fatto?
«Serviva un confronto e un coinvolgimento di chi lavora sul campo, dirigenti e allenatori in primis. L'ultimo allenamento di squadra l'abbiamo fatto il 26 marzo. Dal 2 maggio al 21 maggio abbiamo giocato 8 partite, senza allenamenti, il 2, il 5, l'8, il 10, il 13, il 16 e il 21 maggio. E soprattutto con uno stato d'animo assolutamente diverso da quello su cui ci siamo basati tutto l'anno, quando abbiamo dimostrato di poter giocare con chiunque».

Sta accusando la Lega?
«Chi doveva tutelarci, non l'ha fatto. Sembrano frasi dell'allenatore che ha perso, ma io in carriera ho vinto tanto come ho anche perso, e dico che se vogliamo migliorare la nostra pallacanestro bisogna cambiare. Non faccio polemica, sottolineo che è una vera ingiustizia, clamorosa soprattutto per la mia società che ha messo soldi ed energia, e per i nostri giocatori».

In effetti è stata una beffa: con poco avreste potuto essere salvi da tempo...
«Mancava una partita per arrivare dal 9° all'11° posto e salvarsi, due partite per il 7°: non eravamo così scarsi. Abbiamo dimostrato di avere valori che nascevano da un certo metodo di lavoro, ma non abbiamo potuto più allenarci. Evidentemente hanno prevalso situazioni politiche».

È una giustificazione?
«No. Se fosse successo a un altro sarebbe stata la stessa cosa. Vi sembra regolare che la Libertas, che ha giocato gara-cinque mercoledì, debba affrontare domenica una squadra che si riposa da 15 giorni? Dov'è la regolarità del campionato? Con tutto il rispetto per Piacenza, trovo che la Libertas sia assolutamente danneggiata. Non si doveva arrivare al punto di escludere una squadra per una problematica di salute e invece è capitato a Rimini».

Cosa doveva fare la Lega?
«La Lega è lo strumento di tutela delle società e un'associazione che dovrebbe aiutare società, giocatori e allenatori. Dovrebbe ascoltare, confrontarsi, ma non lo fa da anni. Se Frank Vitucci dice che non è possibile ciò che è successo, un motivo ci sarà. Non c'è un collega allenatore d'accordo su ciò che è stato fatto».

Al vertice della Lega c'è un suo amico di vecchia data, Massimo Faraoni...
«Si vogliono fare le riforme sui giovani, ma vista la mortificazione che negli ultimi due mesi ha subito Cecina, squadra più giovane d'Italia, forse sarebbe meglio rivedere le cose con altre persone, in altra maniera. Vivo una grandissima amarezza, pensavo che Cecina potesse essere un modello. Massimo fa parte di un'organizzazione, è sicuramente il massimo esponente di tutto, lui che ha lavorato sui giovani e ha fatto un cavallo di battaglia della crescita e del miglioramento dei giovani, dovrebbe rivedere tutto».

Ma la soluzione secondo lei quale poteva essere?
«Potevano allungare il campionato, ma il blocco delle retrocessioni doveva essere la prima cosa. Nessuno ha pensato alla mortificazione dei 175 tifosi che mercoledì erano con noi - e li ringrazio -, dei dirigenti, dei giocatori?».

Il presidente della Lega Basciano ha detto che bloccare le retrocessioni avrebbe stravolto le regole.
«E le altre regole stravolte? Vi sembra normale che Alessandria che ha dato punti a tutti (ha finito a quota 2, ndr) abbia dato 4 punti ad Alba e 2 a noi perché ci abbiamo giocato una sola volta?».

Adesso Russo cosa farà?
«Il presidente un mese fa mi aveva confermato la sua fiducia e lo ringrazio perché lui e Elmi sono state persone importanti, mi hanno dato la possibilità di sviluppare un progetto in cui credo. Con Elmi ci siamo trovati d'accordo sui metodi di lavoro, fa il dirigente da oltre 50 anni, è stata la persona più sottovalutata in ambito comitato regionale, un altro mistero...».

Dunque resta o va via?
«Ho bisogno di far passare questa grandissima delusione, soprattutto nel vedere le facce dei ragazzi. Ho portato un gruppo di ragazzini a essere una grande squadra di pallacanestro, ma sono stati loro i veri artefici. Devo riposare, pensando che la pallacanestro è il mio lavoro e non ho paura di ciò che capiterà». Cosa teme? «Ritorsioni».

Dopo quest'intervista?
«Sì, ma sono pronto a mettermi a disposizione del più alto esponente della Fip non solo della Lega, per spiegare che è un sistema sbagliato in tutto. Se non si ascolta chi è sul campo, vuole dire che ci sono aspetti che contano di più. Chi pensava che Russo non avrebbe parlato si sbagliava: avrei fatto entrare queste persone nel mio spogliatoio a vedere le facce di ragazzini di 18 anni che hanno dato tutto, ma non respiravano, non muovevano le gambe, non si sono allenati. Non è sport. Davanti alla pandemia bisognava avere il rispetto di tutelare le persone. Il presidente Petrucci, persona di gran sensibilità, non può non fare attenzione a questo»

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di Redazione web