Il Tirreno

«L’Oasi dunale del Gineprino patrimonio da salvaguardare»

paolo m. politi

Politi afferma che di recente la zona è stata eccessivamente trascurata E approfondisce il suo no ai gonfiabili: «Troppa pressione sulla costa» 

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L’intervento

(*)

La spiaggia del Gineprino (a Bibbona ndr) è riuscita a mantenersi complessivamente integra, sia per le sue intrinseche caratteristiche naturali che ne delineano la struttura, sia per scelte legate alle amministrazioni che si sono succedute nel tempo e che hanno respinto proposte di radicale trasformazione. Su questa delicata fascia di confine tra Bibbona e Castagneto Carducci ricordo molti anni fa l'ipotesi del porto canale alla foce della fossa Camilla, parte integrante della Zona Ramsar Padule di Bolgheri, affossata per l' assoluta incompatibilità ambientale di tale progetto; come la raccolta di firme indetta agli inizi degli anni 90 dallo storico volontario Wwf Raimondo Stiassi a contrasto del progetto di punto azzurro, con annesso alaggio imbarcazioni, antistante al "fondo Pandolfini". Negli anni a seguire il Comune di Bibbona ha fatto dei passi importanti. Il primo corso provinciale, che curai personalmente, per la formazione del personale A.s.bi. addetto alla gestione ed alla tutela della spiaggia libera del Gineprino (2007) con contestuale nascita dell'Oasi dunale del Gineprino, a suggello di un lavoro certosino ed infaticabile svolto dal dottor Raimondo Stiassi sul delicatissimo habitat della duna mobile e delle sue associazioni vegetali spontanee, tra cui spicca il giglio di mare, sito elettivo di riproduzione del fratino. La nascita dell'Oasi del Gineprino e l'organizzazione delle annuali iniziative di tutela della spiaggia, in primis la tradizionale "Giornata del Fratino" dedicata alla pulizia manuale della spiaggia del Gineprino e del padule di Bolgheri hanno contribuito a rendere più credibile la richiesta di attribuzione e conferma di Bandiera Blu. Fatta questa premessa, si rende necessaria una domanda: ma il Comune intende proseguire su questo tracciato virtuoso oppure ritiene opportuno cambiare rotta? Negli ultimi anni, l'Oasi dunale del Gineprino è stata sostanzialmente abbandonata, non ripristinando le staccionate divelte da persone che non comprendono l'importanza di quella fascia protetta di arenile naturale, nonostante la riduzione del calpestìo abbia consentito ad alcune specie di colonizzare con successo. La cartellonistica informativa si è deteriorata senza essere opportunamente rimpiazzata, se non nel pannello principale di ingresso. Lo scarico dentro la fascia protetta dei materiali spiaggiati (ghiaie, egagropili di posidonia) raccolti con i mezzi meccanici. A questo si aggiunga il rilascio di concessioni demaniali per il noleggio di ombrelloni, aumentando si i servizi alla balneazione, ma appesantendo le presenze, senza definire un limite alla capacità di carico della costa, creando pressioni ai fragili habitat dunali ed alla fossa Camilla su cui si riversano centinaia di bagnanti, spesso inosservanti delle disposizioni. L'ultimo episodio riguarda l'ipotesi del rilascio di una ulteriore concessione espressamente, incastonata tra le altre pre-esistenti, dedicata alla gestione di un parco giochi costituito da enormi gonfiabili ancorati in mare. Per questo dico, signor sindaco, ci ripensi.

(*) ideatore dell’Oasi dunale del Gineprino

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